Toro News Giovanili Via i big, zero innesti
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Via i big, zero innesti

Redazione Toro News
di Ivana Crocifisso Su questa Primavera se ne sono dette e scritte tante Ma è stato soprattutto dopo il tracollo casalingo con il Genoa di qualche giorno fa che la squadra di Asta ha per un momento calamitato un po' d'attenzione. Certo, rispetto allo scorso anno, quando i risultati della Prima squadra non davano soddisfazioni, l'interesse per le squadre giovanili in genere è un po' calato. Fisiologico, forse....

di Ivana Crocifisso

Su questa Primavera se ne sono dette e scritte tante Ma è stato soprattutto dopo il tracollo casalingo con il Genoa di qualche giorno fa che la squadra di Asta ha per un momento calamitato un po' d'attenzione. Certo, rispetto allo scorso anno, quando i risultati della Prima squadra non davano soddisfazioni, l'interesse per le squadre giovanili in genere è un po' calato. Fisiologico, forse. Ma da qui a dimenticare quanto di buono è stato fatto, soprattutto dalla Primavera lo scorso anno, no, questo no.

In tanti si chiedono il perché, cosa sia cambiato dalla scorsa stagione. Al di là di quei giocatori andati in prestito in Lega Pro – i più forti, questo è ovvio – la squadra granata non ha potuto contare su chissà quali innesti, utili a fare crescere o a mantenere immutata la competitività. Una scelta, questa, non tanto diversa dagli ultimi anni, con la differenza che quando a mancare sono giocatori che possono cambiare la gara, quando – per fare solo un esempio – mancano giocatori come Comi, con un fiuto del gol non indifferente, veloci e decisivi come Miello e Taraschi, attenti nelle retrovie come Pippo Scaglia, allora non ci si può stupire. Non se al loro posto, al momento, ci sono giocatori appena usciti dal campionato Allievi. Promettenti, alcuni di loro, questo sì, ma chi segue con attenzione le dinamiche del Settore giovanile potrà riconoscere che il salto dagli Allievi alla Primavera non è cosa semplice. Lo dimostra il fatto che la squadra che lo scorso anno si è qualificata alle fasi finali aveva – l'anno precedente – fatto molta fatica, nell'anno di esordio dei '92. Quella era una squadra giovane ma con qualità non indifferenti, un'annata fortunata. Se adesso vediamo Stevanovic, così apprezzato, e perché a Milano apprezzavano e apprezzano Simone Benedetti. Se Ventura può contare su Verdi lo deve allo scambio con Comi.

Nessun innesto per cui si sia spesa una cifra importante, si diceva, almeno fino a venerdì scorso (Pinelli, che così bene sta facendo, forse non sarebbe tornato senza il fallimento del Canavese, che lo ha liberato gratis). Ma anche in quel caso, forse, qualcosina in più si sarebbe potuta fare. Adesso Diop è sulla bocca di tutti, ma pochi sanno, perché in questi tre mesi seguivano – giustamente con attenzione – la Prima squadra, che Abou Diop, classe '93 è al Toro da febbraio. Sì, da febbraio. In attesa di un tesseramento atteso mesi e mesi. Anche in questo caso, l'innesto, il Toro lo aveva già, senza alcuna operazione nel 'mercato' estivo. A testimonianza che sarebbe bastato veramente poco a questa squadra per essere più competitiva, pur non dimenticando come l'obiettivo primario sia la crescita del ragazzo, ancor prima del risultato.
Ma ditelo a quei ragazzi, reduci da un 7-0 e poi da un 4-4 in rimonta, che l'importante è crescere.