Zampilli: 'Lazio Primavera? 14 marcatori differenti, sa come far male'
Una compagine importante, capace di trionfare nel proprio girone di campionato, mettendo tutti in fila: Catania, Palermo, Roma, Napoli. Nessuno in questa stagione nel centro-sud ha fatto bene quanto la Primavera della Lazio. Gli aquilotti sono il primo ostacolo che il Torino di Moreno Longo incontrerà sabato pomeriggio a Città di Castello, nella gara valida per i quarti di finale scudetto: dentro o fuori, ne rimarrà soltanto una delle due, che si guadagnerà l'accesso alla semifinale contro la vincente tra la favoritissima Juventus ed il Chievo Verona.
Per conoscere meglio i prossimi avversari del Torino, ne abbiamo parlato con Valentina Zampilli, responsabile del settore giovanile per il portale laziale Lazialità.it, che segue da anni le vicende delle giovanili biancocelesti.
Ciao Valentina, come giudichi il campionato di questa Lazio, prima nel proprio girone e per la terza volta consecutiva qualificata direttamente alle Final Eight scudetto?
Sicuramente soddisfacente: al contrario degli anni passati, in questa stagione il girone C è stato forse quello più equilibrato e la qualificazione per la fase finale non era certa fino all'ultimo. A novembre dopo la sconfitta subita dalla Lazio con l'Ascoli, i biancocelesti hanno avuto un momento di calo, poi nella seconda parte della stagione sono ritornati a brillare. L'unico dispiacere, da parte nostra, è non essere andati avanti nella Coppa Italia, il risultato di Napoli è stato penalizzante, ma forse è andata bene così perché avere un unico obiettivo ha consentito ai ragazzi di concentrarsi unicamente sul campionato, che poi sono andati a vincere.
Per il secondo anno consecutivo, ai quarti sarà Torino - Lazio, vero e proprio replay della passata stagione, con i granata che cercheranno la rivincita. Cosa è cambiato da allora?
Come il Torino è cambiato molto, anche la Lazio è decisamente differente. La primavera di Bollini si è ringiovanita rispetto all'anno passato, ma in campo troviamo i veterani Rozzi, Cataldi e Vilkaitis che giocarono anche lo scorso anno. Anche se poi a tutte le partite delle finali presero parte anche Ilari, Serpieri, De Francesco, Vivacqua, Tira (tutti classe '94) e il più giovane classe '95 Luca Crecco che esordì nella semifinale Lazio-Roma. Il modulo è invariato, è il 4-3-3 abituale marchio di fabbrica dell'allenatore, anche se con le assenze di Keita e Tounkara (squalificati) potrebbe cambiare qualcosa almeno per il match contro il torino. Queste due assenze, soprattutto Keita, vanno a favore del Toro anche se l'attaccante Cristiano Lombardi non sarà da sottovalutare, considerati i numeri che ha collezionato nell'ultima parte del campionato. Sicuramente sarà lui la spalla di Antonio Rozzi, che ha fatto bene anche in Nazionale Under 19.
Cosa bisogna temere di più di questa Lazio?
Il gioco di squadra, sicuramente. I biancocelesti hanno un piccolo primato: sono l'unica squadra in questa stagione del campionato Primavera ad essere andata a segno con 14 giocatori, quindi dispongono di un'organizzazione di gioco che non si appoggia unicamente sugli attaccanti, tutti i giocatori possono essere pericolosi in fase offensiva. La Lazio in campo è composta e attenta, e non è facile superare la linea difensiva formata dai due esterni, Pollace e Filippini, e dai centrali, Vilkaitis e Serpieri. L'esperienza di Crecco in prima squadra ha migliorato il giocatore, quindi anche il centrocampo non è da sottovalutare... Forse l'unica nota dubbia è il rientro di Rozzi dopo l'esperienza in nazionale, si spera di avere un capitano al 100%. Comunque tutti i reparti potranno essere pericolosi per il Torino.
Quindi quale potrebbe essere un vero e proprio punto forte?
Secondo me non c'è un unico punto forte, la Lazio deve giocare come ha sempre fatto, cercando di imporre il proprio gioco e di scendere in campo consapevole delle proprie capacità ma senza sottovalutare gli avversari. Il tecnico è bravo a motivare i suoi ragazzi, sa cosa vuole. Logicamente come in tutte le partite secche un episodio può essere determinante, ma se la Lazio gioca come sa fare darà del filo da torcere al Torino. Si sfidano un ottimo attacco, coi 64 gol biancocelesti, ed un'ottima difesa, coi soli 19 gol subiti granata: se guardiamo i numeri si prospetta sicuramente una bella partita.
Nella scorsa stagione il cammino laziale terminò soltanto in finale contro l'Inter, è un motivo in più per far bene e per mettere paura ai granata?
Ogni partita è a sè, 'concentrazione' è la parola che gira per la maggiore al quartier generale di Formello. Secondo gli osservatori, Lazio e Juventus potrebbero essere favorite nella vittoria del tricolore, ma è meglio non fare pronostici. La Lazio vuole proseguire il cammino, ma per mister Bollini è fondamentale non sottovalutare l'avversario, a partire dal Torino, che potrebbe sorprendere e contro il quale sta preparando la gara nel migliore dei modi.
Diego Fornero
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