Allenatori da derby: le frasi più iconiche. Dagli indiani di Mondonico a Vanoli e Radice
"La Juventus è universale, il Torino è un dialetto. La Madama è un "esperanto" anche calcistico, il Toro è gergo", amoreggiava con la poesia e la rivalità la penna di Giovanni Arpino. Quando si parla di Torino si parla di una città culturalmente attiva, tra le più floride nel Belpaese, con grandi università ed eventi di ogni tipo. Quando si parla di sport, però, si crea una frattura. Se Ensi parla di una Torino con "un cuore tricolore, bianco, nero e granata", Willie Peyote approfondisce il concetto opposto: "Voglio che vinca la mia squadra/Ma ne ho scelta apposta una che perdesse sempre/Perché in fondo la vittoria è molto sopravvalutata/E chi non è capace a perdere di indole è un perdente". Se si parla di derby, si parla di cuore, città, società e molto altro. Chi è passato dal Torino lo sa benissimo, anche se qualcuno l'ha capito meglio di altri. Ripercorriamo nelle prossime pagine alcune delle frasi più iconiche dette da tecnici che hanno seduto sulla panchina granata, da Mondonico a Vanoli e finendo con l'ideologia di Radice.
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