Toro News Mondo Granata La gioia ascoltata via radio: il 16 maggio e quella fortunata coincidenza con la Juve
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La gioia ascoltata via radio: il 16 maggio e quella fortunata coincidenza con la Juve

Davide Bonsignore
Un pomeriggio come pochi altri con un occhio rivolto al Comunale e due orecchie tese verso la pioggia perugina

Fischio, tocco sul pallone, calcio d'inizio. "Al via il match a Perugia". Passaggio indietro, laterale, in avanti: giro palla. "La Juventus prova ad attaccare sotto la pioggia battente del Pian di Massiano". Lancio alto, colpo di testa, Pupi: gol. "Incredibile passa in vantaggio il Perugia con la rete di Renato Curi". E l'ironia, o forse qualche divinità calcistica nell'Olimpo cristiano, vorrà che ogni volta in cui il Torino passerà da Perugia ricorderà di quello scudetto del '76, e di quel Renato Curi a cui, da quell'anno, fu intitolato lo stadio. Noi gli occhi e le orecchie di chi quel giorno era al Comunale le immaginiamo più o meno così. Un occhio chiuso per la tensione, un altro aperto a mirare per l'ennesima volta quell'anno le prodezze del "Poeta" e dei "Gemelli del gol", e due orecchie, tre se fosse possibile, attente alla radio a carpire qualsiasi aggiornamento proveniente dalla piovosa Perugia.

Torino e Juventus: la coincidenza del 1976

Oggi si sprecano le considerazioni sui campionati competitivi, tra chi lamenta una Serie A troppo numerosa, chi invidia una Spagna con più di metà squadre ancora invischiate nella lotta retrocessione e chi, come spesso accade, usa inglesismi a sproposito per fare più di un occhiolino alla Premier. Ma questo è il 1976 e tutto si può dire ma non che quell'anno, quella stagione, il campionato italiano non sia stato divertente. Due squadre a contendersi lo scudetto, sorpassi, contro-sorpassi e un'ultima giornata con il campionato ancora aperto. L'ironia, ancora una volta, ha voluto che quelle squadre fossero entrambe sotto l'ombra della Mole: Torino e Juventus. Il 16 maggio arriva l'ultima giornata del campionato. Al Comunale arriva un Cesena agguerrito, con l'attenzione rivolta a Bologna, dove dalla gara con l'Inter può arrivare una storica qualificazione alle coppe europee per i bianconeri. La Juventus si presenta al Pian di Massiano dove incontra un Perugia senza troppe pretese ma dalle ottime qualità. Gli occhi, le orecchie e le preghiere sono puntate su entrambe le gare: il Toro ha 44 punti, la Juventus 43. Per evitare uno spareggio ai granata serve una vittoria. Oppure, sperare in un passo falso dei bianconeri.

16 maggio: la giornata decisiva

La gara stenta a sbloccarsi su entrambi i fronti. 55', ripresa appena iniziata, Torino esplode: la parte granata della città è in festa perché, nonostante lo 0-0 al Comunale, il Torino è virtualmente campione d'Italia. Renato Curi ha sbloccato il match a Perugia. Passano 6 minuti e anche al Comunale inizia la festa: Paolo Pulici - e chi sennò - incorna il gol dell'1-0 che vale tre punti di distanza. La Juve si riversa completamente in avanti nel tentativo di acciuffare qualche punto disperato. "Ma come abbiamo fatto a prendere quell'autorete?", chiederà Gigi Radice. Sì, perché c'è qualcosa più da Toro di subire un autogol nel giorno della festa? Mozzini sbaglia completamente l'appoggio a Castellini e firma l'1-1 per il Cesena. Manca sempre meno, ma la tensione aumenta: il Toro guarda in campo, ma soprattutto ascolta cosa succede a 500 kilometri di distanza.

Può cominciare la festa

Non c'è più tempo. Da nessuna parte. A Torino la gioia può proseguire, ora senza più tensioni. Il Toro non ha vinto, il Cesena andrà in Europa. Ma il Perugia sì che ha vinto e garantisce ai granata due punti di distacco sui bianconeri. E' scudetto. Dopo ventisette anni dal titolo postumo del 1948-49, la squadra di Radice, Pulici, Graziani, Sala C. e P., Castellini e molti altri è campione d'Italia. "Giochiamo con loro e per loro", dirà Pulici: lo spirito del Grande Torino. La fiaccolata dei granata verso Superga per festeggiare e riportare lo scudetto lì dove deve essere, con gli Invincibili. Lo storico scudetto del '76. La giornata decisiva. Il momento giusto. "Con loro e per loro".