La Partita della Storia, le sensazioni degli ex giocatori granata: da Pulici a Gazzi
Grande emozione per le leggende granata. All'Olimpico Grande Torino è andata in scena "La Partita della Storia" l'evento creato per celebrare il cinquantesimo anniversario dello scudetto conquistato nella stagione 1975-76. Per onorare l'ultimo tricolore conquistato dal club, l’Associazione Ex Calciatori Granata e il Torino Football Club hanno organizzato un grande evento commemorativo in cui i tifosi hanno potuto nuovamente ammirare i calciatori che hanno fatto la storia del Torino. Presenti oltre 5 mila tifosi all'evento. Tante vecchie glorie granata sono scese in campo oggi al Grande Torino per ricordare l'anniversario dell'ultimo scudetto ed alcuni ex giocatori sono intervenuti ai microfoni di Toro News per esprimere la grande emozione e le sensazioni per l'evento.
La Partita della Storia, dal ricordo di Dossena all'emozione di Pulici
La grande emozione dell'evento si è subito fatta sentire all'Olimpico. Beppe Dossena, ex centrocampista cresciuto nel vivaio granata, ha ricordato i festeggiamenti dello scudetto: "Ero qua nel settore giovanile, abbiamo vinto il campionato Primavera e sono uno di quelli che hanno fatto i cortei dopo la vittoria dello scudetto. Mi ricordo benissimo. Ci allenavamo con loro ed era bello ammirare quella squadra". Enrico Fantini, invece, nonostante abbia vestito la maglia granata per una sola stagione, ha fatto sentire il suo profondo attaccamento al colore granata - "Siamo qui a festeggiare una delle migliori squadre nella storia del Toro. La vittoria dello scudetto poi è proprio l'anno della mia nascita. Sono giornate che fanno bene, si dovrebbero fare più spesso. La maglia granata mi è rimasta addosso. Il colore granata farà sempre parte del mio cuore". Non poteva mancare, inoltre, Paolo Pulici. L'ex attaccante e simbolo della squadra che con Radice ha conquistato il tricolore si è mostrato visibilmente commosso ed emozionato per l'evento: "Emozionato? Non riesco a fare due passi di fila. Tifosi? Il tifoso è una persona particolare. Io li sostengo e li difendo davanti a tutto. Il tifoso è vero - ha affermato Pupi - A cinquant'anni di distanza l'immagine più bella è il giorno dello scudetto, tutto il resto non contava".La Partita della Storia, le parole di Benedetti e l'analisi di Bonetto
L’evento ha avuto anche un’importante finalità solidale. L'incasso del match è stato devoluto all'UGI, realtà torinese che offre accoglienza e sostegno alle famiglie dei bambini in cura presso l’ospedale infantile Regina Margherita. Di questo ha parlato Silvano Benedetti, ex giocatore e coordinatore Ugi, che ha colto l'occasione anche per omaggiare la squadra del '76 e in particolare Renato Zaccarelli: "E' un giorno di festa. Bisogna festeggiare i cinquant'anni di questo scudetto e questi campioni che ci hanno regalato questa gioia. Sono doppiamente felice per lo scopo benefico dell'evento e la partecipazione dell'Ugi. Giocatore per cui ho avuto un debole? Zaccarelli. E' stato fonte di ispirazione. Insegnamenti più grandi della squadra che ha vinto lo scudetto? Umiltà, sono giocatori che hanno vinto un campionato con la forza del gruppo". Inoltre, è intervenuto anche Marcello Bonetto, ex procuratore e figlio del braccio destro di Pianelli che ha costruito la squadra del '76: "Quel Torino non è stato un progetto come si intende adesso ma è stato costruito negli anni con difficoltà economiche importanti e delle limitazioni economiche importanti rispetto ad altre squadre. E' stata una squadra che ha vinto meno di quello che potenzialmente poteva conquistare. L'intuizione di mercato più bella? In quell'anno l'investimento più importante fu Pecci come titolare del centrocampo. Ma anche Caporale ha reso molto bene".La partita della Storia, il ritorno di Gazzi all'Olimpico e le impressioni sul finale di campionato
L'evento è stata un'occasione per alcuni giocatori di ritornare a calcare l'erba dell'Olimpico. L'ex centrocampista granata, Alessandro Gazzi, a dieci anni dal suo addio al Toro è ritornato a giocare al Grande Torino: “Grande emozione commemorare la squadra del ‘76 e tornare a giocare all'Olimpico. Calpestare l'erba e vedere le tribune mi ha riportato indietro ad un passato che è stato estremamente gratificante dal punto di vista professionale. Da cosa deve ripartire il Toro? Torino ha una grande cultura identitaria ed ha una grande storia. Bisogna ripartire dalle proprie origini e dai propri valori". Non sono mancate anche le impressioni su questo finale di campionato. “La partita a Cagliari? La salvezza è arrivata. Derby? Togliersi qualche soddisfazione non sarebbe male - ha affermato Dossena che ha preferito non sbottonarsi sulla questione allenatore - D'Aversa? Sta facendo bene ma le decisioni le prende la società”. Mentre non è mancato anche il giudizio di Fantini sulla stagione del Toro e sulla conferma di D'Aversa: "Cosa mi aspetto da Cagliari e dal derby? Ci auguriamo tutti che il campionato finisca nel migliore dei modi poi magari si può costruire qualcosa di più positivo ancora. Confermerebbe D'Aversa? E' un allenatore giovane, con carattere, ha fatto molto bene. Da quando è arrivato la media punti si è alzata e un pensiero sulla sua riconferma lo farei".© RIPRODUZIONE RISERVATA