Lampo Cairo: Pirlo e Cruz alla corte granata
Si compie in poche ore l’incredibile rafforzamento della squadra del TORO. Con un abile manovra di mercato il terzetto Cairo – De Biasi - Antonelli porta al Toro Pirlo ( 50 milioni di euro più Ventola e Barone) e Cruz non gradito al nuovo allenatore dell’Inter ( 30 milioni di euro più Bielanovic e Oguru che verranno presto girati a suon di milioni a due forti compagini della serie cadetta pronte a rinforzarsi per il ritorno nella massima serie Modena e Pisa) Ma i colpi non si fermano qui. E’ fatta per lo scambio Lanna – Motta con l’Udinese. Comotto per Semioli piu 3 milioni di euro con la Fiorentina e Mantovani per Franceschini e Melara con il Chievo. Lazetic si sposta in quel di Bergamo all’Albinoleffe che, girando i 3 milioni ottenuto dalla cessione di Comotto, ci concede Cellini, spettacolare cannoniere della serie cadetta. Le casse del Toro si riempiono, anche se non proporzionalmente, grazie alla vendita definitiva della metà quota di Abbruscato al Lecce, e in comproprietà di Vailatti e Malonga rispettivamente al Bologna ed alla Reggina. Spettacolare lo scambio Di Loreto – Bovo con il Genoa. La Reggina sta a bocca asciutta da questo punto. Ma la ciliegina sulla torta del fantastico trio, che ha comunque in questo modo dovuto già sborsare quasi 65 milioni di euro, è l’acquisto imminente di …..Cristiano Ronaldo, che ha rotto con il Manchester United ed ha accettato una importante riduzione dell’ingaggio pur di giocare nell’unica squadra mondiale in grado di competere per tradizione storica e culturale con la sua ex squadra. L’operazione costerà a Cairo altri 70 milioni di Euro più Gomis in comproprietà, data l’insicurezza palesata dal portiere Olandese ex gobbo.
Visto? Basta poco per fare sensazione. Sono molto curioso di vedere alla fine della giornata quanti avranno letto questa serie di follie, solo in minima parte credibili, che tuttavia, stranamente, molti sognano avverarsi. Un certo Mosca, per sparare “…zzate” anche peggiori su reti nazionali, incassa decine di migliaia di euro. E’ sufficiente un titolo ad effetto, per quanto poco verosimile, per raccogliere l’attenzione di tanti tifosi? Scrivere intestazioni preambolo di contenuti ponderati non ha la stessa fortuna? Temo di si.
Mi spiace leggere da parti di alcuni sedicenti tifosi granata lo sconforto ma spesso l’incomprensione e l’ingiuria nei confronti di un presidente ed una società che, sia ben chiaro, anch’io spesso critico, ma non per il fatto di impegnare pochi milioni di euro per gli acquisti, bensì perché fino ad ora non ha saputo dimostrare appieno un acume strategico nello sfruttare il patrimonio storico, culturale e di saggezza di tanti tifosi veri che non pretendono acquisti mirabolanti, ma semplicemente di vedere accolte le proprie assolutamente indiscutibili e sensate istanze, che solo bene possono fare al Toro e con le quali si diventerà senza alcun dubbio grandi, senza tanti sporchi soldi rubati alla povera gente ( come avviene palesemente per Inter, Milan, Napoli, Genoa, Fiorentina, Roma e ovviamente Juventus, meno palesemente per altre). Ma che razza di tifosi granata sono quelli che vogliono un Toro che prova a vincere con mercenari strapagati, burattini di procuratori senza patria, o con un presidente potente, magari ignorante e sbruffone, o ladro e intrallazzatore, o evasore e sfruttatore, incapace di costruire nulla se non con denaro non meritato ne“guadagnato”?. Il Toro glorioso dell’ultimo scudetto vide un solo acquisto per certi versi fuori dalle righe, quello del Poeta per 470 milioni di lire. Tutto il resto di quel grandioso squadrone si sviluppò con oculate manovre di mercato e rafforzamenti provenienti dal vivaio ( Pulici ne fu’ il massimo esempio), durati almeno quattordici anni nei quali giunsero alla corte del Toro atleti che non avevano trovato la loro collocazione in altre squadre. Da noi vennero accolti ed educati alla Toritudine da miti come Combin, Ferrini, Fossati, Puia, Cereser, Salvadori da allenatori che si erano temprati grazie a libere trasfusioni di sangue granata con capostipite Nereo Rocco, da un presidente di origine Mantovana nato come agricoltore/muratore, diventato cittadino torinese all’età di 16 anni e che aveva costruito nella nostra città grazie al vero e duro lavoro la sua fortuna, da una società che in contro tendenza non accettava la sudditanza nei confronti della Fiat. La situazione che stiamo vivendo oggi è sostanzialmente una rifondazione che può per certi versi ripercorrere quella strada. Alcuni elementi con sangue granata si stanno formando, l’allenatore gli eritrociti bollenti li ha ed il presidente non vive di proventi mirabolanti ma certamente nemmeno da succursale Fiat o delle industrie del petrolio. Non è suddito ne di Berlusconi ne dei Della Valle ne di Moratti e tantomeno della Fiat. Va d’accordo con tutti ma fa la sua strada. Il suo business non sfrutta i bambini del terzo mondo ne regala loro solo fame e scorie radioattive, non inquina ne si basa su accattivanti pubblicità televisive che inducono ad un folle consumismo in un mondo in recessione e per gran parte ridotto sempre più alla fame. E’ un business frivolo, certo, ma assolutamente basato sul “libero arbitrio”, e questo non è poco al giorno d’oggi. E poi è quanto di meglio sin’ora si è proposto per dirigere i nostri colori. Se fossimo capaci noi di costruire insieme una vera valida alternativa anche dal punto di vista economico, allora potremmo farci avanti. Fin ad ora timidi tentativi sono falliti nel nascere. Potremo riprovarci in seguito ma solo se non ci sarà nemmeno uno, ripeto uno, dei tifosi che si professano granata, a scrivere idiozie isteriche a fronte di un tutto sommato ragionevole temporeggiare nella campagna acquisti. Sono questi i “tifosi”, per fortuna pochi, che se si prospettasse un tentativo sano, sincero e temerario di costruire una forma di azionariato popolare per fare nostro a tutti gli effetti ciò che di fatto nostro è già, distruggerebbero tutto con psicotiche dietrologie, magari reclamando arrogantemente diritti di gestione senza averne titolo. Ma questi sono altri discorsi che oggi non trovano ragione d‘essere. L’immediato è il Toro di Cairo e De Biasi che deve essere lasciato in pace per allestire, come meglio crede e può, i rinforzi per la prossima stagione. I conti si faranno al 2 di settembre, poi diremo la nostra con cognizione di causa e se necessario continueremo a lamentare la scarsa capacità di costruire un ambiente da Toro in presenza di tanti uomini disponibili a mettersi in gioco e lavorare senza interessi personali. Questa si che è una cosa semplice e senza costi aggiuntivi che Cairo può ottenere da noi. Tutto il resto è nulla. Per quel che mi riguarda, pur attendendo con trepidazione, com’è giusto che sia, le mosse di mercato della nostra amata squadra, pur non considerandomi un profeta e conscio di potermi sbagliare, quest’anno avverto una sensazione positiva. Nei due anni precedenti non è stato così e per me è già un passo avanti.
Guido Regis Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala
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