Parola ai Toro Club: "Andava tenuto D'Aversa. Mercato? Non mi aspetto niente, sono già deluso"
Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi membri di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Roberto Rosati (presidente Toro Club Romentino), Davide Barra (presidente Toro Club Punt Masin) e Mauro Barberis (vicepresidente Toro Club Villanova d'Asti). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.
Per la panchina si è aperto un ballottaggio a due: Abate e Aquilani. Su chi ricadono le vostre preferenze?
Rosati: "Non posso dire di conoscere approfonditamente né uno né l'altro e non saprei chi scegliere. Un'altra chance a D'Aversa, che ha fatto bene, l'avrei data anche per un minimo di continuità che a me piace in generale nelle squadre, almeno non si riparte sempre da zero".
Barra: "Sicuramente andrebbero bene tutti e due perché hanno fatto bene nelle società in cui erano e potrebbero portare qualcosa di nuovo".
Barberis: "Io avrei tenuto D'Aversa. Cambiare allenatore vuol dire rischiare ancora anche con gli acquisti. Alla fine sarà sempre un capro espiatorio per la mancanza di acquisti di valore. Bisogna dare continuità alle squadre quando funzionano".
Due profili giovani che vengono dalla B, alla loro prima esperienza in A. Secondo voi è la scelta giusta?
Rosati: "Guardando al passato direi che non abbiamo avuta tanta fortuna con profili esperti. Se proprio dobbiamo ripartire da zero, direi che è bene vedere se c'è qualcosa di meglio in giro. Sono abbastanza d'accordo sul provare qualcosa di nuovo e non le solite minestre riscaldate come ad esempio Juric, visto che si è parlato anche di lui".
Barra: "Direi che è la scelta giusta. Proviamo anche con quelli giovani, poi dipende sempre dalla società. Bisogna vedere chi mettono a disposizione dell'allenatore. Io posso avere un allenatore in gamba, ma una squadra di basso livello e non si riesce a venirne fuori. D'Aversa, per quello che ho seguito negli anni indietro, è sempre stato uno bravo a motivare le squadre per salvarsi come con il Toro. Poi nelle sue esperienze non ha mai sfondato in maniera eclatante. Delle possibilità si potevano dare, ha fatto quello per cui era stato chiamato".
Barberis:"Può essere solo un parafulmine per la società. Dipende dalla programmazione e dalle poche ambizioni della società. Ritornare su Juric non serviva a niente, ha già dimostrato di non essere adatto per la Serie A. Magari un giovane ha voglia di emergere, però dipende dalla società, deve poter fare le sue scelte. Tanto lì sono Cairo, Ventura e Petrachi che decidono. Dipende dalle scelte societarie. L'allenatore è un elemento poco importante in questo momento. Bisogna vedere se sono adatti alla Serie A, non è detto. Abbiamo avuto campionati di livello con allenatori giovani, ma avevano un buon vivaio. La dimostrazione è il mancato riscatto di Obrador..."
Poi il Toro potrà cominciare il mercato: cosa vi aspettate?
Rosati: "Sinceramente nulla. Ho smesso di aspettarmi qualcosa per non illudermi continuamente di chissà cosa e poi rimanere deluso. Se vogliamo seguire la linea di andare a prendere un allenatore giovane allora sarebbe ragionevole andare a prendere qualche giovane di prospettiva, stile Udinese degli ultimi dieci anni. Ne prendo trenta e magari ne escono una decina buoni. Tanto poi vengono rivenduti".
Barra: "Dopo gli ultimi vent'anni non mi aspetto nulla. Sarà il solito mercato. Da quello che ho sentito negli ultimi giorni, l'ingaggio massimo che il Toro vuole pagare il proprio allenatore è un milione di euro all'anno. Per cui diciamo che il mercato non è che ci possa portare chissà quali colpi. Andrà fatto qualcosa a livello numerico, ma mi aspetto la solita situazione. Senza acquisti che possano stravolgere una squadra che galleggerà tra la salvezza e un posto non in Europa, tra il decimo e il dodicesimo come succede da vent'anni a questa parte".
Barberis: "Io sono deluso ormai da Cairo. Come membro di Toro Club non voglio più impegnarmi perché la società non dimostra serietà: di Toro non c'è più niente. Continua a galleggiare a metà senza costruire. Ogni anno si riparte da zero e si rifà tutto. Sono tutte scuse. D'Aversa ha fatto miracoli, era da tenere. Per quello che ha fatto meritava. Ora abbiamo mezza squadra da rifondare".
Per quanto riguarda i riscatti: Obrador, Prati ed Ebosse. Chi lo meriterebbe?
Rosati: "Su Obrador non mi sconvolge. Non era il giocatore che poteva essere la svolta epocale. Diciamo che avrei preferito far scegliere al nuovo allenatore se tenere uno o meno, prima di andare a cercare un altro con le stesse caratteristiche. Tra Prati ed Ebosse punterei più sul primo, mi piace vederlo giocare".
Barra: "Obrador avrebbe meritato il riscatto. Ma siamo sempre allo stesso punto, se c'è uno che ha fatto bene non lo riscatti. Simeone vuole andare in Argentina, ma tu chiedi 10 milioni e te ne offrono 4, quindi si chiuderà ad una via di mezzo. L'unico che è andato in doppia cifra e lo si fa andare via. Io come ogni anno sono sempre disilluso sia del mercato che di tutto il resto. In questi anni il mercato che soddisfazioni ci ha dato?"
Barberis: "Obrador ce lo siamo già perso. Prati... E' molto meglio Ilkhan, secondo me non vale la pena riscattarlo. Ebosse è stato una sorpresa positiva, due milioni e mezzo si possono spendere per lui".
Interviste ai Toro Club a cura di Andrea Novello e Davide Bonsignore
© RIPRODUZIONE RISERVATA