Toro News Mondo Granata Parola ai Toro Club: "Scontri? Quelli sono teppisti. Su D'Aversa..."
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Parola ai Toro Club: "Scontri? Quelli sono teppisti. Su D'Aversa..."

Redazione Toro News
Dalla rimonta nel derby a una valutazione di D'Aversa e della stagione granata: cosa ne pensano i Toro Club delle ultime in casa granata?

Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi membri di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Alessandro Vacca (presidente Toro Club Acqui Terme), Bruno Bonacini (presidente Toro Club Vittorio Pozzo 1962 di Premosello Chiovenda) e Luciano Longo (vicepresidente Toro Club Villanova d'Asti). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.

Soddisfatti di questo derby in rimonta?

Vacca: "Mi ha soddisfatto, non al 100%. Il secondo tempo, la rimonta sì, ma siamo partito un po’ troppo timorosi".

Bonacini: "Sicuramente, perché loro erano convinti di vincere. Però a me quello che ha dato fastidio è che sono arrivati lì arrabbiati. Loro hanno perso contro Verona e contro i nostri amici viola ed erano già arrabbiati. Sono molto contento che abbiamo pareggiato. Poi in rimonta… Cuore Toro".

Longo: “Il primo tempo non mi è piaciuto, poi nel secondo tempo la Juve ha mollato e noi abbiamo recuperato. Un po' di carattere e un po' di fortuna (ride, ndr)”.

E rispetto a quanto è successo nelle ore precedenti?

Vacca: "Io sono abbonato da 39 anni e come il mondo va alla deriva, va alla deriva tutto. Mi è rimasto un po’ l’amaro in bocca. Io sono uno di quelli che a 20 anni si univa ai gruppi ultras e capisco un po’ la discussione, ma faccio seriamente fatica a capire. Anni fa c’erano volte in cui si poteva venire a contatto ma rimaneva tutto dentro un limite, ma questa volta lo si è superato".

Bonacini: "Io ho 63 anni e sono presidente del mio Toro Club, l’ha fondato mio papà, ho fatto trasferte, sono andato tanto allo stadio. Sono del parere che quando si va in trasferta bisogna avere rispetto sempre, anche se si odia l’avversario, bisogna rispettare sempre il posto, lo stadio e la gente che c’è. Per me i tifosi della Juve hanno sbagliato: di solito arrivano in piazza Caio Mario e vanno nel settore ospiti, invece sono avanzati verso quelli del Toro. Non do la colpa alla polizia, assolutamente, perché ha fatto e fa un lavoro grandissimo, però lo sapevano dei due cortei, quello della Juve e quello pacifico del Toro. Sapendo di tanta gente si poteva prendere qualche provvedimento in più. Si sarebbe potuto evitare di farli incontrare. Quando andiamo noi a casa loro non succede mai niente, chissà perché. Qualche tafferuglio, qualche sventolone, però non grandi cose così. Ora non so bene, non c’ero. Mi dispiace per quel ragazzo perché alla fine ha pagato lui per tutti".

Longo: “Non voglio neanche commentare. Quello non è calcio, è possibile che sempre a Torino capitino queste cose? Evidentemente vogliono proprio cercare lo scontro. Preferirei non parlarne. Quello non è calcio, sono teppisti che non c'entrano niente con il calcio”.

Che voto date alla stagione del Toro?

Vacca: "Dividerei la stagione con i due allenatori. Al periodo di Baroni darei un 5, perché non mi ha soddisfatto. D’Aversa lo conoscevo poco e magari esagerando un po’ gli darei un 7: una perfetta media del 6".

Bonacini: "Come voto do un 6,5. Cairo ha sbagliato a prendere Baroni, io sono dalla parte di Vanoli. Non si può prendere un aziendalista che se ne frega, che fa allenamenti leggeri. D’Aversa mi è piaciuto, ha spinto, ha dato una scossa. Per fortuna è arrivato lui, se non ci fosse stato lui avremmo lottato per non retrocedere. Quando arrivi lì, con i giocatori che hai è davvero pericoloso perché non sono abituati a lottare per la salvezza. E poi si guardi al Verona: era una bella squadra, è stata sfortunata con gli infortuni. Poi mancavano sempre quei tre/quattro punti per agganciarsi alla quart’ultima, cosa che avrebbe cambiato il morale. Noi altri per fortuna abbiamo cambiato, poi dopo si sono salvati bene, mi è piaciuto anche il gioco che facevano con D’Aversa".

Longo: “Il solito 5: siamo partiti proprio male per la scelta di un allenatore che non ci azzeccava niente, hanno fatto un mercato per un modulo sbagliatissimo. Poi con D'Aversa è andata bene. Non ha fatto niente di trascendentale, ha messo i giocatori al loro posto. Con Baroni non ne poteva più nessuno. Si sbaglia sempre dalla testa”.

Ora serve decidere: D'Aversa in o out?

Vacca: "Io sarei disposto anche a un cambio ma non per il Baroni della situazione. Capisco di più fare una scelta decisa di puntare su un allenatore giovane e in quel caso potrei comprendere anche il cambio, ma per fare uno dei soliti mezzi cambi tengo D’Aversa. Ma a dire la verità sono molto dubbioso, perché D’Aversa, al netto della poca resa fuori casa, per come eravamo a Genova ha fatto molto bene".

Bonacini: "A me D’Aversa piace, gli farei un altro contratto. Poi ha anche come secondo Sullo che ha fatto bene, capisce l’ambiente di Torino. A me non dispiacerebbe. Perché sennò… Aquilani può andare, però allora mi piace anche Abate, ho anche la maglia autografata. Se devi cambiare allenatore, allora io proverei Abate, perché ha giocato nel Toro e sta facendo giocare dei giovani, anche del Toro. Però non so… Lì decide Cairo, per fortuna c’è Petrachi, a me lui piace tanto. Cairo continua a parlare di futuro, ma se in un anno si cambiano Ds e allenatore, che progetto vuoi fare?".

Longo: “Vogliono provare gente nuova, Aquilani, Abate... Però sono scommesse, tanto il nostro campionato è dal decimo al quindicesimo posto, io a questo punto piuttosto che rischiare un giovane piuttosto mi tengo D'Aversa. Si era parlato di Gattuso ma Gattuso non viene perché costa troppo. Allenatori liberi che mi piacciano non ce ne sono. Io a questo punto prenderei Italiano, ma non costa poco. Però almeno ha esperienza. Poi Torino è una piazza difficile, senza esperienza non è facile”.

Interviste ai Toro Club a cura di Matteo Curreri e Davide Bonsignore