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Più oltraggiate il Grande Torino, più il suo ricordo si rinforza

Gianluca Sartori
Editoriale / Il Grande Torino non passa mai è l'orgoglio di tanti, anche di coloro che non hanno vissuto quell'epopea

Duole sempre dover commentare nuovi episodi di oltraggi alla memoria del Grande Torino. E non è facile, forse è anche inutile; le parole non servono dinanzi a fatti come il danneggiamento del monumento di Borgaro. Un'opera che ha raccolto tante critiche per le sue fattezze - ingenerose, se si considera che è stato realizzato non con dei fondi pubblici ma grazie alle risorse di alcuni tifosi della zona - e che è stata devastata da alcuni teppistelli sconosciuti che, come sempre accade ai cuor di leone, hanno agito di notte, quando è più difficile essere visti.

Una cosa, però, si può dire: quando accadono fatti come questo, chi vuole calpestare la memoria del Grande Torino ottiene l'effetto opposto. Gli striscioni apparsi allo Juventus Stadium nel 2014, le scritte a Superga del 2017, la distruzione del monumento di Borgaro: tutti episodi che vanno a fortificare ulteriormente la memoria dei campioni periti a Superga, nel popolo granata che in loro si identifica, che sente vicini quei giocatori nonostante il fatale passare del tempo. Già, il tempo passa, il Grande Torino no. Ed è l'orgoglio di tanti, anche di coloro che non hanno vissuto quell'epopea.