Toro, parola ai club: "Contestazione fino al derby? Sono un lodista, Cairo lo conosco bene..."
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Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi presidenti di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Roberto Rosati (presidente Toro Club Romentino), Davide Barra (presidente Toro Club Punt Masin) e Michele Gancia (presidente Toro Club Saluzzo). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.
Il Toro può essere già salvo nonostante i soli 6 punti sulla zona retrocessione?
Rosati: "Per me si, io sono abbastanza tranquillo. Soprattutto se guardo alle spalle del Toro - non perché io abbia fiducia nella squadra - ci sono almeno tre squadre, che sono molto inferiori. Aggiungiamo poi le altre che hanno una classifica simile alla nostra. Non credo che tutte riusciranno a fare più punti di noi".
Barra: "Credo sia tranquillamente già salvo e con l’ennesima annata senza ambizione. Di sicuro ci sono almeno tre squadre peggiori di noi. La quota salvezza è attorno ai 37-38 punti, quindi non credo che non faremo i cinque punti che ci mancano".
Gancia: "Secondo me la partita fondamentale sarà la prossima, contro il Pisa. Sarà la partita clou della nostra comunque deludente stagione. Comunque penso che non ci saranno difficoltà a salvarci, indipendentemente dal risultato. Me lo auspico, almeno".
D’Aversa sembra aver restituito energia e identità al Torino: gli dareste fiducia anche per la prossima stagione?
Rosati: "D'Aversa va bene per questo Toro. Con questa squadra neanche Guardiola riuscirebbe a fare meglio. Siamo sempre alle solite valutazioni: dipende da cosa gli danno in mano. Se si vuole continuare con questa mediocrità D'Aversa è il profilo giusto; altrimenti se si volesse puntare in alto, ma non credo, sarebbe meglio puntare su un profilo più giovane".
Barra: "Sicuramente ha dato una scossa positiva, con più grinta rispetto a quando c’era Baroni. Noi ovviamente non siamo nello spogliatoio, quindi non so come si rapportasse lui con i giocatori. Qualcosa è sicuramente cambiato. Non so se c’entri il fatto che, quando si cambia allenatore, i giocatori diano quel qualcosa in più. Io, se fa bene, la fiducia gliela darei. Poi non è Guardiola e nemmeno Klopp: è un profilo adeguato a quella che è la pretesa della società. Non è che possiamo ambire a qualcosa di diverso. Emergenti, chi? Non mi sembra che ci siano figure, sul piano nazionale, migliori di D’Aversa. D’Aversa è un buon tecnico, che ha fatto bene e male come tanti allenatori anche di grido. Tenerlo sarebbe il male minore, anche perché conoscerebbe già la squadra, sempre che non la stravolgano, come pare dalle ultime notizie. Siamo sempre lì: poi i giocatori li devi comprare e devono essere funzionali al tipo di allenatore che scegli".
Gancia: "Sinceramente speravo ci fosse il cambio di allenatore molto prima. Con D'Aversa abbiamo avuto un cambio di rotta importante. Dire se sia da confermare o meno per la prossima stagione è difficile. Bisogna vedere prima di tutto la società a chi sarà in mano, se sarà ancora con Cairo o se ci saranno novità. Per il momento teniamoci D'Aversa, sono contento".
Le parole di Simeone vi preoccupano in un'ottica di permanenza del Cholito?
Rosati: "Io preferirei rimanesse, poi bisogna considerare la volontà del giocatore. Se vuol rimanere ben venga, anche perché io non vedo tanti giocatori in giro migliori di Simeone e che rispecchiano l'attaccante di cui ha bisogno il Toro".
Barra: "Di cosa mi dovrei preoccupare? Di voci? O delle aperture dei giocatori, quando in vent’anni di questa società non abbiamo mai avuto l’ambizione di trattenere i giocatori, tranne forse una volta con Belotti? Tutte le volte in cui c’è stata la possibilità di vendere per fare cassa, è stata colta. Mi devo preoccupare che vada via Simeone? Non mi sembra qualcosa di diverso rispetto alla visione societaria: una squadra che deve stare fra l’ottavo, il decimo e l’undicesimo posto, senza dare troppo fastidio e senza avere ambizioni se non quella di salvarsi tranquillamente. Perché andare a fare le coppe vorrebbe dire investire, e questa è la realtà che abbiamo davanti da vent’anni".
Gancia: "Mi preoccupa un'eventuale partenza di Simeone, come diverse altre cose in ambito societario e di squadra. Anche l'impressione che non voglia riscattare giocatori come Obrador, che secondo me sarebbero da riscattare all'istante... Sulla faccenda Simeone, mi preoccupa che possa essere ceduto. Io ripartirei da lui senz'altro".
Come giudicate la gestione della contestazione da parte dei gruppi organizzati? Condividete la scelta della Maratona di rientrare in curva in occasione del derby?
Rosati: "Io condivido la protesta contro la società e non andare allo stadio è il metodo giusto. Sarei, comunque, andato avanti fino alla fine. Restando fuori anche in una partita così sentita come il derby, si sarebbe dato un segnale ancora più forte".
Barra: "Io Cairo l’ho conosciuto personalmente, perché sono uno dei sedici lodisti. Ho ancora a casa la fotocopia dell’assegno da 625 euro che Cairo ha pagato a ognuno di noi. Si può capire quale sia la mia considerazione su quest’uomo… Avrà fatto le sue scelte, giustamente: è il proprietario e fa quello che vuole. All’epoca gli era stato chiesto di mantenere un 10% della società per i tifosi, ma la sua risposta è stata: ‘O tutto o niente’. Quando ti poni in quella maniera, non hai grandi possibilità di fare qualcosa. La scelta della Maratona di rientrare nel derby ci può stare. La Lazio, che sta contestando allo stesso modo, lo ha fatto con il Milan. La contestazione, a mio avviso, non porta a nulla, perché alla fine non credo che tocchi davvero il presidente. Fa biglietti a un euro, pacchetti, e la gente entrerà sempre. Anche se la scelta di non entrare è l’unica forma di contestazione ancora praticabile: vent’anni fa c’era molto meno da perdere. Entrare al derby non è un ammorbidimento: c’è sempre una maglia. Ci sarà un momento in cui Cairo andrà via, come sono andati via i giocatori. Mi auguro solo di non arrivare all’ultima giornata con noi che dobbiamo salvarci e la Juve in lotta per il quarto posto, perché non so come potrebbe finire quella partita".
Gancia: "Io non vorrei esprimermi perché ho molti amici qui a Saluzzo, la maggior parte dei quali non vuole entrare. La contestazione alla società era più che doverosa, forse andava fatta prima. Il fatto di non andare allo stadio per incitare la squadra, invece, secondo me è sbagliato, però se serve a fare qualcosa per allontanare Cairo dalla società, ben venga anche questa scelta. Secondo me tornare per il derby è giusto. Lo sappiamo, è un tabu per noi. Forse con la spinta della Maratona potrà succedere qualcosa. Anche se vediamo all'ultima giornata se i giochi sono fatti per entrambe le squadre. Se a loro manca qualche punto per la Champions o per altro la vedo molto brutta. Comunque l'apporto dei tifosi sarà d'aiuto".
Interviste a cura di Andrea Novello, Matteo Curreri e Davide Bonsignore
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