La moviola di Torino-Juventus: disastro Rizzoli, e quel testa a testa con Bonucci...
Se ne è parlato tantissimo nelle scorse ore, della disastrosa direzione di Nicola Rizzoli nel derby della Mole. Non nuovo a scivoloni nelle stracittadine torinesi, l'arbitro di Bologna, coadiuvato dagli assistenti Tonolini e Di Liberatore (la terna arbitrale italiana che andrà agli Europei...) ha di fatto falsato l'andamento di Torino-Juventus con parecchi errori pesanti. Rivediamo tutto attraverso la moviola.
Capitano anche ai migliori arbitri le giornate no, e questa è sicuramente una di quelle. Nel primo tempo le cose sembrano andare abbastanza bene per Rizzoli, perchè non ci sono grandi episodi. Lui distribuisce cinque cartellini, tutti giusti: ad Alex Sandro, Silva, Glik, Acquah e Lichtsteiner. Quello per il capitano polacco è doppiamente pesante: perchè lo costringerà a saltare Inter-Torino e perchè il fallo (che è netto e merita l'ammonizione) causa la punizione con cui Pogba sblocca il risultato.
La ripresa parte subito con l'episodio principale, in cui Rizzoli aumenta in molti il sospetto di sudditanza psicologica; Peres corre a destra, arriva sul fondo, va via ad Alex Sandro in velocità e il terzino entra sulle gambe dell'esterno granata. Rigore netto e fallo da ammonizione cristallino, che Rizzoli non estrae tra lo stupore di tutti. Una vera e propria grazia per Alex Sandro, che era stato già ammonito nel primo tempo. La Juventus avrebbe dovuto rimanere in dieci.
Dopo la decisione di assegnare il rigore, Rizzoli vede arrivare come una furia Bonucci, che gli si avvicina con fare prepotente, con un "testa a testa" minaccioso. A norma di regolamento, chi usa un linguaggio o fa dei gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi va espulso direttamente. Quello di Bonucci è un gesto minaccioso, perdipiù commesso nei confronti dell'arbitro, ma il direttore di gara bolognese invece estrae un semplice giallo: a fine partita, invece, caccerà Khedira per un insulto. Proprio il difensore bianconero della Juventus, inoltre, nel secondo tempo trattiene vistosamente Maxi Lopez. Rizzoli dà fallo ma, anche qui, non tira fuori il secondo cartellino giallo per Bonucci, che quindi avrebbe essere dovuto espulso due volte ma se l'è cavata con una relativa impunità, visto che il giallo lo costringerà a un turno di squalifica. Leggere il regolamento del calcio, che recita "Se un calciatore trattiene un avversario per impedirgli di impossessarsi del pallone o di raggiungere una posizione vantaggiosa deve essere ammonito per comportamento antisportivo" fa solo realizzare ulteriormente come Rizzoli abbia del tutto perso la lucidità abituale.
La rabbia granata esplode ancor di più al 13': Maxi Lopez segna il pari ma viene fermato dal guardalinee Tonolini per un fuorigioco che non c'è. L'argentino è infatti in linea con Cuadrado. Vogliamo ritenerlo un errore più comprensibile rispetto ai mancati cartellini gialli: si parla, infatti, di pochi centimetri. Va detto che però è risaputo come le direttive AIA impongano ai guardalinee di lasciare giocare in caso di dubbio. Insomma, Tonolini per aver alzato la bandierina doveva essere sufficientemente certo che Maxi Lopez fosse in fuorigioco. Un abbaglio bello e buono.
Infine, l'azione che origina la punizione del quarto goal juventino. Glik stende Alex Sandro con un fallo da ammonizione indiscutibile al limite dell'area. Sarebbe stato il secondo giallo, ma il capitano polacco viene graziato, probabilmente per compensare le mancate espulsioni di parte bianconera. Quando poi Morata segna il definitivo 1-4, è in posizione regolare: un distratto Acquah tiene in gioco tutti.
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