Toro News Partite Torino-Inter 2-2, Simeone: "Futuro? Non ho mai parlato di dubbi"
Partite

Torino-Inter 2-2, Simeone: "Futuro? Non ho mai parlato di dubbi"

Eugenio Gammarino
Le parole dei protagonisti nel post partita

Termina l'incontro tra Torino e Inter allo stadio Olimpico Grande Torino valevole per la trentaquattresima giornata di Serie A. Al termine del match, Giovanni Simeone ha commentato la sfida ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue parole.

Oggi sei arrivato in doppia cifra... "Si, sono arrivato qua con la consapevolezza di tutti questi anni. Non ho pensato ad essere protagonista o no. Volevo solo portare la mia energia e aiutare questo gruppo".

Cosa ti sei detto con Thuram? "Mi ha detto che segno sempre. È stato bello arrivare alla fine di questa partita con questa energia e questo spirito. Abbiamo dimostrato che questa squadra è forte"

Conferenza stampa

Centri il decimo gol stagionale. Cosa ti lascia? "Raggiungere la doppia cifra mi riempie di felicità e di orgoglio. Ho sempre rispettato e cercato di portare avanti un lavoro che faccio da piccolo. Ho sempre odiato da un lato la routine, ma penso che mi abbia portato a fare tutti questi gol. Il lavoro che faccio in allenamento e a livello mentale mi ha portato a fare quello che sto facendo. Mancano ancora cinque partite, spero di riuscire a fare di più. L'ho sempre voluto".

Gli ultimi due mesi del Toro raccontano che il campionato poteva essere diverso... "Nella prima parte di stagione non siamo stati al nostro livello. C'è poi stato il cambio di allenatore. Ho detto il primo giorno che è anche una questione mentale, quando si cambia un allenatore vuol dire che si sbaglia tutti e non solo uno. Lì abbiamo capito che dovevamo dare di più, cambiare atteggiamento, cercare di unirci. Siamo riusciti anche con la mano di D'Aversa, questo ci ha portato ad avere risultati positivi".

Torino è una piazza sentimentale, tu lo sei. Come vedi il tuo futuro? "Non ho detto di avere dubbi in passato sul mio futuro. Ho solo detto che mi concentro sul mio presente. Ciò che esce sono notizie che non riguardano il mio presente. Mi sono sempre concentrato sul momento che stavamo attraversando, molto difficile. Non mi sono mai permesso di cambiare pensiero o cercare di pensare al futuro. Sono molto preso dal Torino, non ho mai parlato di dubbi sul futuro".

Poteva starci qualcosa in più con l'Inter? "Il rammarico è non aver portato a casa i tre punti. Ce li avevamo a fine partita. Sicuramente affrontare una squadra come l'Inter non è semplice. Forse nel primo tempo abbiamo dato loro troppo possesso, non eravamo tanto aggressivi. A fine primo tempo abbiamo cambiato qualcosa, cercato di giocare nello spazio ed essere più aggressivi. Quando abbiamo fatto il primo gol abbiamo sentito nell'aria quello scatto di energia di cui avevamo bisogno e abbiamo segnato subito il secondo gol proprio per quell'energia. Forse potevamo anche vincerla".

E' arrivato il momento in Champions per una vittoria di famiglia? "Per me la vittoria più grande è vedere mio papà e mio fratello essere nei quattro più forti d'Europa. Per me è tanto, quello che accadrà mercoledì sarà da vedere perché non sarà facile. Ma so di essere molto orgoglioso per mio papà e mio fratello"

Consideri lontano il giorno in cui tornerai al River? "Quello che esce fuori non mi interessa. Io non ho mai parlato del mio futuro, non ho mai detto di voler andare via o rimanere. Sono un ragazzo semplice e rispettoso, vivo giorno per giorno. Le cose che si dicono fuori si possono dire, ma io non ho mai detto una parola in più a nessuno. Mi concentro solo sulla squadra in cui sono e cercherò di farlo come ho sempre fatto"

Trent'anni, ti senti più forte di come ti abbiamo raccontato in passato? "Quando hai più esperienza, vedi tante cose. Sono stato in posti dove ho lottato per un posto, ho vinto scudetti, ho lottato per non retrocedere. Ho vissuto tante cose, mi hanno dato tanta esperienza e anche tanta pace mentale. Non ho sentito pressioni, ho vissuto tutto, visto il bene e il male. Quando gioco non ho la pressione di compagni più giovani. Per me dieci anni in Italia sono tanti, vorrei portare sempre la mia esperienza ai miei compagni. Non è facile giocare in Italia, vincere in Italia".

Sempre in doppia cifra tranne al Napoli nella prima stagione. Il secondo anno di solito hai un calo, come mai?"A volte me lo chiedo. Mi sono capitate tante cose nei secondi anni. A Cagliari abbiamo cambiato tre o quattro allenatori, nel girone di ritorno a Firenze ho giocato meno ed ero già in difficoltà. Ma trovo sempre il modo di cercare di capire in cosa calo, cerco sempre di migliorarmi per far sì che ogni anno sia quello giusto"