Torino-Juventus 2-2, Spalletti: "Se si fanno certi comunicati, poi...."
Al termine di Torino-Juventus 2-2, il tecnico bianconero Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky. Di seguito le dichiarazioni.
"Siamo tutti in attesa di notizie di quel ragazzo che sta male. Gli auguro di riprendersi il prima possibile. Se però il giorno prima si fanno comunicato assurdi dicendo che non si vuole il bianco e il nero in tribuna, sono decisioni assurde. I problemi non sono i colori sono quelli che dicono di escluderli perché poi ci facciamo del male. Questa è una cosa assurda con tutti gli sforzi che facciamo per migliorare questo sport. Oggi c'erano centinaia di bambini a vedere la partita e sentir dire che un bambino non può mettere una sciarpa bianconera in un settore dello stadio non va bene. Lo dobbiamo dire e combattere".
Spalletti a Dazn
Il tecnico bianconero ha poi commentato il match anche davanti alle telecamere di Dazn."Intanto si dà un abbraccio da parte di tutti al tifoso che è all'ospedale, per forza mi torna in mente quella comunicazione sentita ieri: vietare il bianco e nero in un settore dello stadio mi sembra una decisione assurda. Se poi i colori diventano un limite, probabilmente non sono quelli il problema. Dobbiamo combattere questa cosa. Poi c'è il derby e si passa sopra a tutto, ma una società che vive di violenza non ha futuro. Questa cosa che è uscita ieri è veramente antipatica, poi ci dispiace se succedono queste cose qui, siamo tutti vicino al letto del nostro tifoso".
Che partita è stata?
"La partita è stata difficile perché alla fine del primo tempo tutti sapevano che eravamo fuori, è stato bravo anche il Torino ad avere quella reazione. La nostra partita è stata discreta, potevamo chiuderla sfruttando meglio alcune occasioni. Alla fine è venuto fuori un pari, che dobbiamo analizzare. La vedo così da un punto di vista di dialogo, si va a commentare il percorso. Abbiamo sempre lavorato nella maniera corretta, questi calciatori per lunghi tratti del campionato hanno fatto vedere un bellissimo calcio, poi abbiamo sbagliato qualche partita. In alcune abbiamo pagato dazio, questo è ciò che ci penalizza. Comolli ha detto che costruiremo una squadra competitiva, per quelle che sono le nostre intenzioni cambia poco arrivare quinti o sesti. Siamo uno dei club con più tifosi al mondo, dobbiamo avere la forza per creare i presupposti per andare a lottare con chiunque, ce lo impone l'amore che c'è in giro per l'Italia quando ci muoviamo col nostro pullman. Ormai le ripartenze non sono solo una cosa di campo, ma anche fuori per i risultati o i momenti che attraversi. L'anno scorso siamo arrivati in Champions per un rigore col Venezia, quest'anno ne abbiamo sbagliato più di uno che è stato compromettente per la classifica. Si va a essere seri, senza parlare di fallimento o spogliatoio spaccato. Stasera abbiamo fatto la prestazione, vero che da ultimo abbiamo un po' abbassato il livello ma la squadra si è allenata in maniera seria. Ho sentito tanti discorsi comodi solo per fare caciara, è stata una lotta bellissima. Eravamo tutte lì, vuol dire che c'era un livello nel quale poteva venire fuori qualsiasi risultato e va accettato. Però che si sia perso o vinto, io so il comportamento che devo avere. Io so quello che devo fare, poi magari vado a letto e non riesco a dormire nel vedere le facce tristi che c'erano dopo l'altra partita. Il direttore generale ha detto che faremo una grande squadra, John Elkann è convintissimo: è lui il capo che ci dà gli ordini, per cui si va fiduciosi per cercare di fare una squadra più forte, anche se questa non ha fatto male qualcosa si dovrà migliorare".
Quanto sarà importante avere uomini di esperienza?
"Bisogna alzare il livello caratteriale della squadra, si è visto che in alcuni momenti siamo stati in preda a dei dubbi o alla difficoltà di reagire in base all'ambiente o alla situazione che abbiamo trovato. Il carattere è una cosa importante nel calcio, che non si può allenare. I dubbi li hanno tutti, poi se ci rimani tanto tempo diventi dubbioso. Se scegli invece di dimostri di che livello sei, il campo lo fa vedere perché è così. Si parla di cose concrete, vere. Non si prende una statistica per fare un titolo. Questi ragazzi hanno fatto tante cose bene e li ringrazio di quello che hanno fatto".
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