Torino-Verona 2-1: per i granata un successo che vuol dire salvezza
Un gol per tempo, quanto basta al Toro per conquistare la terza vittoria consecutiva al Grande Torino. Era dal 2023, sotto la gestione Juric, che i granata non replicavano questo trittico di successi. Ma è ancora più importante il secondo successo consecutivo in un altro trittico, che si concluderà con il prossimo appuntamento con la Cremonese, cruciale per la conquista della salvezza. Ci pensano Simeone e Casadei a garantire tre punti che valgono il +12 sulla zona retrocessione: per la salvezza manca solo la matematica. Il peggio è passato per i granata che possono, d'ora in avanti, guardare al loro campionato con maggiore serenità e fiducia nel togliersi qualche soddisfazione, dopo una stagione che rischiava di assumere tratti nefasti. Il merito è di quel Roberto D'Aversa capace in sei uscite di dare certezze ai granata e soprattutto punti pesanti per il raggiungimento dell'obiettivo minimo. Anche se dal punto di vista del gioco, oggi come a Pisa, non c'è stato sicuramente spettacolo.
Torino-Verona, le scelte: chance per Casadei, Adams in coppia con Simeone
Due novità per Roberto D'Aversa rispetto al match di Pasqua con il Pisa. Il tecnico conferma per la quinta gara consecutiva il terzetto difensivo composto da Coco a destra, Ismajli al centro e Ebosse a sinistra. Sugli esterni continuità a Pedersen e Obrador, mentre a centrocampo D'Aversa cambia le carte in tavola con Gineitis affiancato da Casadei, schierato per la prima volta dall'inizio sotto la sua gestione. Davanti, Vlasic a supporto del duo ritrovato Simeone-Adams, con lo scozzese che torna titolare come non gli accadeva dalla sfida casalinga con il Parma. Paolo Sammarco risponde invece con un 3-5-2: Nelsson, Edmundsson e Frese a difesa di Montipò; Oyekoge e Belghali sugli esterni; Akpa Akpro, Gagliardini e Bernede a centrocampo; in attacco il duo Harroui-Bowie.Il primo tempo: 4 gol in 6 partite per Simeone
Il pomeriggio del Grande Torino si apre con il minuto di silenzio in ricordo di Ismael Pistis, il giovanissimo calciatore granata vittima di un incidente a Pasqua. Il Toro gioca la partita con il lutto al braccio. Dopo questo momento toccante, si passa al campo. E' subito Giovanni Simeone a sottolineare quella che è ormai è una consuetudine fatta propria da tempo: legge dell'ex. Due su due con il Verona in questa stagione e, come quando indossava i colori gialloblù, la terza rete consecutiva in casa che non replicava dal 2021. Ismajli si cimenta in un lancio dalle retrovie, Pedersen lo raccoglie con un colpo di testa; Simeone controlla, mette a sedere il diretto marcatore e col destro in scivolata infila rasoterra Montipò. E' 1-0, con l'aggiunta del secondo assist consecutivo di Marcus Pedersen, dopo quello di Pisa. Per il Cholito è il nono gol del suo campionato.L'Hellas prova a rispondere all'undicesimo minuto, da calcio di punizione. Bernede alla battuta dall'out mancino. Il cross coinvolge Paleari in uscita, che si prende un gran rischio e sbaglia. L'estremo difensore granata viene anticipato dal colpo di testa di Gagliardini: la porta è completamente sguarnita e a salvare il Toro è la traversa.
I granata si fanno rivedere in attacco al quarto d'ora di gioco. Casadei in area di rigore fa valere il suo fisico in mezzo a tre difensori, fino a che serve Adams spalle alla porta. Lo scozzese si incunea e lavora il pallone con la suola per andare sul destro, ma quando calcia colpisce il corpo di un avversario. Al 25' il primo giocatore a terminare sul taccuino di Bonacina è Ardian Ismajli. Da una palla persa di Obrador, l'Hellas innesca una ripartenza. Bernede sbaglia un passaggio per Gagliardini, Ismajli prova ad anticiparlo ma lo fa entrando in ritardo su Gagliardini. Al termine dell'azione, il direttore di gara gli mostra un giallo pesante: l'albanese era diffidato e salterà il prossimo appuntamento con la Cremonese. Un minuto più tardi Vlasic ruba palla a centrocampo e al momento dell'uno contro con Edmundsson, viene atterrato. Anche il 5 dell'Hellas finisce sulla lista dei cattivi. Dal seguente calcio di punizione battuto da Obrador, un tentativo di cross di Ebosse viene allontanato fuori dall'area di rigore, dove c'è Gineitis. Il lituano si coordina al volo col mancino e spedisce altissimo. Nel finale della prima frazione, il Verona si rende pericoloso con una conclusione di Gagliardini murata, poi arriva il gol del pareggio al 38'. Da un rinvio di Montipò, Bowie si mette davanti al corpo di Ismajli. Il centrale granata scivola e apre un'autostrada all'attaccante avversario, che si invola verso la porta di Paleari. All'altezza della lunetta, calcia col mancino e batte l'estremo difensore granata. Qualche timida protesta sul contatto corpo a corpo, ma Bonacina conferma l'1-1. Non ci sono altri sussulti rilevanti prima dell'intervallo, accolto con un po' di insoddisfazione dal pubblico granata.
Il secondo tempo: Casadei al quinto centro del 2026
La seconda frazione si apre con il terzo ammonito dell'incontro: Frese che fa fallo su Casadei involato verso l'area di rigore avversaria. Un minuto più tardi occasione creata da Simeone: da un lancio di Coco, Pedersen serve l'argentino che, con un movimento spalle alla porta tenta una conclusione che va a pochi centimetri dal palo più lontano. Preambolo del nuovo vantaggio granata. Da una palla persa dal Verona a centrocampo, Adams serve Pedersen sulla corsa. Il norvegese arriva sul fondo e mette una palla al centro. Ché Adams non controlla e la palla arriva fuori area dove c'è Obrador: lo spagnolo carica il mancino e Casadei trova il tap-in vincente per il 2-1. Si tratta del quinto gol nel 2026 per il centrocampista romagnolo, il secondo al Verona. Premiata la scelta di D'Aversa di schierarlo per la prima volta dall'inizio.Subita la rete granata, il Verona si fa vedere in avanti ancora con Bowie. L'attaccante si libera al limite dell'area e lascia partire una conclusione debole su cui Paleari risponde presente. Ma al decimo il Toro trova di nuovo il gol. Un altro assist di Obrador, questa volta all'indirizzo di Ché Adams. Gran stacco di testa dell'ex Southampton che insacca quello che poteva essere il suo secondo centro consecutiva. Poteva, appunto: dopo un silent check, Bonacina annulla per la posizione di fuorigioco millimetrica di Simeone.
Smaltita la delusione per mancato più due, Simeone prova a mettersi in proprio. Obrador lancia al servizio del Cholito che, liberatosi di Edmundsson, si accomoda il pallone sul destro e lascia partire una conclusione col destro che lambisce il palo alla sinistra di Montipò. Poco dopo, Sammarco attua la prima sostituzione dell'incontro con Harroui e Edmundsson che lasciano il posto a Orban e Valentini. Al 19' Coco rischia in fase di impostazione, di fatto regalando palla a Orban. L'attaccante dell'Hellas si invola verso l'area di rigore, ma la sua conclusione viene deviata in rimessa laterale. Bonacina ammonisce successivamente Oyegoke per poi consentire a D'Aversa di effettuare la prima sostituzione granata. Coco lascia in campo anticipatamente per la prima volta in stagione a Marianucci che, sotto la gestione D'Aversa, era sceso in campo solo per un minuto contro il Parma. La risposta del Verona è Bradaric al posto di Bernede. Il ritmo altissimo delle prime fasi del secondo tempo si abbassa gradualmente, il Verona ci prova con un colpo di testa debole di Orban, poi al 73' ci deve mettere una pezza Paleari sulla conclusione a colpo sicuro di Bradaric, imbeccato sul secondo palo da Oyegoke. D'Aversa allora getta nella mischia Kulenovic e Prati per Adams e Gineitis.
A dieci dalla fine Sammarco tenta il tutto per tutto: escono Frese e Belghali e fanno il loro ingresso Mosquera e Sarr. Sono quattro gli attaccanti per l’Hellas, per provare a scardinare la difesa granata. D'Aversa invece fa alzare dalla panchina Maripan e Biraghi, entrambi all'esordio col nuovo tecnico, per Ebosse e Obrador. Gli ospiti si cimentano nell'assalto finale, a due dal novantesimo guadagnano una punizione dal limite, che Orban calcia direttamente sulla barriera. Cinque minuti di recupero, un'ammonizione a Valentini e soprattutto il triplice fischio che annulla definitivamente ogni discorso sul pericolo retrocessione.
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