Toro, sette corner e zero idee: allo Stirpe fallisce anche l'arma dei calci piazzati
Tra i numeri che raccontano la sconfitta del Torino per 2-0 contro il Frosinone ce n'è uno che fotografa bene le difficoltà offensive della squadra di Abate: i calci d'angolo. Allo Stirpe le due formazioni ne hanno battuti sette a testa, ma i granata non sono riusciti a sfruttare nemmeno una di queste occasioni. In una giornata già negativa, anche i calci piazzati si sono trasformati in un'arma spuntata, senza mai creare reali apprensioni alla difesa ciociara.
A colpire è soprattutto la ripetitività delle soluzioni: in più di una circostanza il pallone è stato indirizzato basso sul primo palo, diventando facile preda dei difensori avversari. Non è bastato neppure cambiare interprete. Gineitis, Bragança e, nella ripresa, anche Ilkhan si sono alternati dalla bandierina, ma il risultato non è cambiato: palloni respinti e nessuna occasione pericolosa costruita. Un problema che si inserisce in una prestazione offensiva complessivamente insufficiente, come dimostrano anche gli appena 15 tocchi nell'area avversaria, contro i 36 del Frosinone.
Il dato è ancora più significativo se si considera che il Torino ha chiuso la gara con il 54% di possesso palla, riuscendo però a centrare lo specchio soltanto tre volte, contro le otto conclusioni dei padroni di casa. I granata hanno gestito maggiormente il pallone, ma senza trasformare il predominio territoriale in pericolosità. E i sette corner sprecati diventano così il simbolo di una squadra che, in una giornata complicata, non è riuscita a trovare soluzioni nemmeno nelle situazioni potenzialmente più favorevoli.
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