Corriere Torino: “Toro, pari e rimpianti: manca un rigore ai granata”
"Toro, pari e rimpianti. I granata riacciuffano la partita grazie a un errore di Skorupski ma nel finale manca un rigore per un fallo su Oristanio in area". L'edizione odierna de Corriere Torino fa il punto sull'1-1 maturato sul campo del Bologna, un punto in rimonta che lascia una scia di amarezza e forte rammarico nell'ambiente granata. Nonostante la reazione e il gol del pareggio firmato da Kulenovic, nel mirino della critica e del post-partita c'è il solare calcio di rigore non concesso nei minuti finali per l'intervento ai danni di Gaetano Oristanio. Il quotidiano riporta le parole di mister Ignazio Abate e del trequartista nell'immediato dopogara: "Il tecnico ha evidenziato come la squadra avrebbe meritato nettamente qualcosa in più per la prestazione offerta nel secondo tempo, preferendo non commentare l'episodio del fallo di Heggem per la sua evidenza. Ben più perentorio Oristanio, fermo nel ribadire la solare sacrosantità del penalty negato per il contatto in area". Ancora una volta, a fare la differenza in positivo è stata la reazione e la freschezza portata dalle alternative a gara in corso: "Abate ha elogiato l'impatto dei cambi, decisivi nel dare profondità e pericolosità a un Toro apparso fin troppo lezioso nella prima frazione. In attesa dei rientri a pieno regime di Adams e Zapata, la copertina se la prende il croato Kulenovic: la sua stoccata al 77' - propiziata dalla complicità di Skorupski - vale il suo primo gol in Serie A e regala un punto prezioso pur con l'amaro in bocca". Infine, le pagelle e l'analisi dei singoli evidenziano ottime risposte da parte della panchina: "Promosso a pieni voti l'esordiente Oristanio per l'impatto devastante sul match, così come si segnalano le buone prove di Ilkhan, Belghali e dello stesso Coco, dirottato a sinistra per sostituire l'influenzato Comuzzo. Una prestazione di grinta e carattere che conferma la costante crescita del gruppo guidato da Abate".
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere della Sera.
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