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4 maggio a Superga, dai fischi alla lettura dei nomi: il racconto del pomeriggio

Davide Bonsignore
Il resoconto del pomeriggio a Superga: circa 2000 persone sul colle. Assente Cairo

Clima misto di tensione e commemorazione in quel di Superga. Il 4 maggio da sempre è un momento unico che ogni anno unisce tifosi granata da tutta Italia e da tutto il mondo. Mai come quest'anno, però, questa giornata è stata divisiva. A partire dalle prime battute di preparazione di questo 4 maggio, i tifosi granata si sono divisi tra chi voleva impedire la salita a Cairo e chi, invece, aveva l'intenzione di mettere da parte, per un giorno, le ostilità. L'obiettivo dei contestatori, alla fine, è stato raggiunto: il presidente granata non si è recato a Superga.

4 maggio a Superga: il pomeriggio

Il pomeriggio granata si è svolto come da consuetudine. Dapprima, intorno alle 16, sono arrivati i pullman con i soci del Circolo Torino Fc insieme agli ex calciatori, tra i quali Sala (che, a fine giornata, ha svolto anche lui la lettura dei nomi dei caduti) e Zaccarelli. Intorno alle 16.30 è anche arrivato il pullman dei giocatori granata: la prima squadra è stata accolta dai circa 2000 tifosi saliti in pellegrinaggio a Superga con fischi e cori di dissenso. 17:03, come ogni 4 maggio che si rispetti il cielo regala qualche goccia di pioggia e può cominciare la messa. La squadra granata si è spostata all'interno della Basilica dove prima don Robella - che ha presenziato con grande sorpresa e gioia di tutta la piazza granata - e poi don Carrega hanno svolto l'omelia. Dalla Basilica, la squadra è uscita nuovamente per spostarsi davanti alla lapide, con un clima che si è fatto via via meno teso.

La lettura dei nomi: commemorazione e rispetto

Il vero e più atteso momento di ricordo del Grande Torino si è svolto davanti al monumento commemorativo dedicato agli Invincibili. La squadra si è spostata davanti alla lapide dove Vlasic, Paleari e il mister D'Aversa hanno affiancato in prima fila il capitano. Duvan Zapata per il secondo anno di fila ha letto i nomi dei caduti in quel tragico 4 maggio 1949 a Superga. Il momento di commemorazione si è svolto in un clima di silenzio e rispetto, con grande commozione da parte dei tifosi presenti. La squadra si è poi nuovamente allontanata per dirigersi verso il pullman. Prima di fare rientro in città, i giocatori granata, questa volta in un clima molto più sereno, si sono fermati con i tifosi per foto e autografi, ricevendo alcuni cori di apprezzamento - Vlasic in particolare. Terminato il programma di commemorazione, si può affermare che non è stato un 4 maggio come gli altri.