Abate ringrazia Petrachi: "C'è abbondanza". E può lasciare fuori Casadei
Titolare, poi l'infortunio e ora la rincorsa per calcare il terreno di gioco. È stato un inizio di stagione da "montagne russe" per Cesare Casadei. L'ex Inter era l'indiziato numero uno per diventare una pedina fondamentale di Ignazio Abate. In estate il tecnico l'aveva provato come trequartista dietro alla sola punta di riferimento, in quello che era il primissimo 3-4-2-1. Una mossa per sfruttare al massimo le due qualità migliori dell'italiano: la lettura dei tempi negli inserimenti e la netta superiorità sul colpo di testa. Il cambio di modulo adoperato da Abate, l'esplosione di Bragança e Fitz-Jim e la sempre costante verve di Gineitis hanno spinto indietro Casadei, che ora deve sgomitare per dire la sua in un reparto mai così abbondante.
Una concorrenza agguerrita
Per la prima volta dopo tanti anni il Torino può dire di avere una certa profondità nel reparto di centrocampo. Fitz-Jim e Bragança hanno iniettato nella mediana una grande dose di qualità tecnica, il ritorno di Mandragora ha chiuso ulteriormente gli spazi. Non va dimenticato Gineitis: il lituano doveva essere il sacrificio sull'altare nell'ultima sessione di mercato, ma alla fine è rimasto. E come detto, l'infortunio ha rallentato il processo del ragazzo. Ma la sua assenza non ha influito negativamente sul Torino, anche perché gli altri colleghi di reparto hanno risposto con coraggio e convinzione alle chiamate di Abate. Questa è la notizia più bella, è una conferma della credibilità del centrocampo.
Se fino a qualche mese fa era impensabile rinunciare a Casadei ora è accettabile ipotizzare un Torino che non presenti l'ex Inter nell'undici titolare. Anche perché ora nessuno regala niente. E questo è stato confermato dallo stesso Abate nella conferenza stampa di presentazione alla sfida contro il Frosinone. "Casadei vedo che sta spingendo e sta sgomitando. C’è abbondanza e bisogna sgomitare". L'assenza di Mandragora, che ritornerà probabilmente dopo la prossima sosta per le nazionali, apre una porta per Casadei, ma non è certo. C'è da sgomitare per alzare la voce.
Gli altri corrono e anche forte
Dati alla mano, diventa anche difficile rinunciare ad alcuni giocatori forzatamente. Bragança è arrivato in punta di piedi, complice anche il quadro clinico non eccellente. Ha risposto sul campo e si è preso la maglia. Mandragora si è subito imposto, partendo titolare contro la Fiorentina e confermando la propria costanza. Fitz-Jim già in estate aveva risposto presente infine Gineitis, che da subentrato nelle ultime uscite ha disputato ottime gare. Questi sono giocatori che hanno dimostrato, e ora tocca a Casadei rispondere.© RIPRODUZIONE RISERVATA