Toro News Toro Antonelli: "Mandragora torna a Torino grazie a Cairo"

Antonelli: "Mandragora torna a Torino grazie a Cairo"

Redazione ToroNews
Il racconto dell'agente del centrocampista sulla trattativa che l'ha riportato sotto la Mole

Il ritorno di Rolando Mandragora al Torino porta con sé una trattativa più complicata di quanto possa sembrare. A raccontarla è Stefano Antonelli, agente del centrocampista insieme a Luca De Simone nella Football Service ed ex amministratore delegato granata, intervistato in esclusiva da TorinoGranata. Il mercato estivo del 2026 aveva aperto diverse strade per Mandragora, ma una, fin dall’inizio, ha avuto un peso diverso.

“È stata una trattativa difficilissima” ha raccontato Antonelli:“Dodici giorni fa Mandragora era il capitano della Fiorentina nella gara contro il Real Madrid e lo era dal punto di vista dello spogliatoio e del carisma, soprattutto era l'uomo-calciatore che doveva portare il vecchio ciclo verso il nuovo. La Fiorentina quest’estate è cambiata tantissimo. Ma poi è emersa una possibilità di uscita e Mandragora ha ricevuto tantissime richieste tutte insieme, quando il calciomercato va verso la fine sono tante le squadre che hanno bisogno di rinforzarsi e così s’intensificano le richieste”. Ecco allora le alternative: “L'Atalanta, il Bologna, il Genoa di De Rossi, ma soprattutto il Besiktas di Italiano lo hanno cercato. E così è cominciata a maturare l’idea che Mandragora potesse trasferirsi altrove. Abbiamo guardato un po' alle varie situazioni che si stavano concretizzando sul mercato e fra queste c’era anche il Torino. Rolando dal primissimissimo giorno ci ha sempre detto: “Lavorate su tutto, ma la priorità è Torino”. Andare al Besiktas sarebbe stato molto più conveniente”.

Poi il Torino ha accelerato. E soprattutto ha accelerato Cairo. “Il presidente Cairo ha spinto sull’acceleratore in maniera brutale, ma proprio brutale, però in un primo momento abbiamo ancora riflettuto non sull’andare al Torino bensì poiché c’erano tante cose in ballo e tutte insieme. La verità, perché bisogna essere sinceri, è che Rolando torna al Torino con un merito specifico, al di là del volere di Rolando, di Cairo. Non lo dico per piaggeria poiché non sono un pro Cairo a tutti i costi, anche se sono rimasto in buoni rapporti con lui, ma questa è stata la trattativa di Cairo ed è stata condotta da lui in prima persona perché voleva Mandragora a tutti i costi”.

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Perché tanta insistenza? Antonelli prova a spiegare la scelta del presidente: “Secondo me ci sono due motivi, ma questo lo dico io non me lo ha detto Cairo: il primo è che a Cairo non è mai andato giù il fatto di aver perso Mandragora nel 2022. L’altra è che adesso il Torino punta sui giovani perché così vuole Cairo”. Poi c’è Mandragora, il rapporto con la città e con il Toro. Un legame che, nelle parole del suo agente, va oltre il calcio. Per Mandragora Torino è la sua città e il Toro è la sua squadra vuoi perché ci è stato un anno e mezzo e anche perché aveva già prima vissuto a Torino quando era alla Juventus e la famiglia si trova bene in città, anzi benissimo. E poi l’indole di Rolando è battagliera, guerrigliera e il Toro è quindi la sua squadra ideale, lo è nella sua testa”.

Adesso la palla passa ad Ignazio Abate. Il tecnico dovrà decidere come utilizzarlo, ma secondo Antonelli la scelta del club parla già chiaro: Non abbiamo neppure avuto il bisogno di parlare con Abate perché se il Torino ha avuto questa straordinaria veemenza nell'andare a prendere Mandragora è matematico che il primo ad esserne contento è l'allenatore”. Ora, però, verranno meno i retroscena e parlerà il campo. Mandragora torna al Torino con aspettative alte e una responsabilità importante: portare esperienza, personalità e peso in una squadra che ha scelto di puntare forte su di lui. Cairo lo ha voluto, il giocatore ha spinto per tornare. Adesso toccherà a Mandragora trasformare quella volontà in rendimento.

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