Toro News Toro Baroni riparte da Verona: "Toro? Molte componenti non mi hanno aiutato"

Baroni riparte da Verona: "Toro? Molte componenti non mi hanno aiutato"

Matteo Curreri
Il tecnico si presenta per la quarta volta in gialloblù e torna all'esperienza in granata: "Non cerco alibi, mi prendo le responsabilità di quanto accaduto"

L'11 luglio 2025 Marco Baroni guidava la prima doppia sessione di allenamento al Filadelfia. Da poco aveva firmato un contratto che lo avrebbe legato al Torino fino al 2027. Le cose, a distanza di un anno, sono irrimediabilmente cambiate. Senza girarci intorno, è andata male. Il suo Toro, dopo il 3-0 subito a Genova, aveva soltanto 27 punti, una media di 1,04 punti a partita e, soprattutto, il dato di 1,8 gol incassati a incontro. Il rischio di retrocedere c'era eccome e così la società fu costretta alla decisione più drastica: l'esonero in favore di Roberto D'Aversa. "È stato difficile, ma quando si arriva a un certo punto bisogna prendere decisioni difficili. Credo che anche Marco abbia capito che il Toro avesse bisogno di una scossa", spiegò il ds Gianluca Petrachi, ieri presente alla conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico Ignazio Abate.

Baroni: risorgere dalle ceneri

Oggi, invece, l'11 giugno 2026, tocca a Marco Baroni approfondire i temi della sua prossima avventura. Anche perché non si può parlare propriamente di una presentazione: è la quarta volta che il tecnico torna a Verona. La prima da calciatore, la seconda da vice di Malesani, la terza da protagonista di una salvezza contro ogni pronostico e ora con il sogno di ripetere quanto fatto già a Benevento e Lecce, riportando l'Hellas in Serie A. "L'araba fenice riparte dalle sue ceneri. Dobbiamo riportare bellezza ed entusiasmo", dice, riferendosi alla situazione degli scaligeri, ma anche allargando lo sguardo al momento della sua carriera.

L'esperienza al Toro: "Molte componenti non mi hanno aiutato"

A Roma, alla Lazio, il suo percorso è stato quanto meno chiaroscuro: una prima parte di stagione a ritmo Champions, la seconda col freno a mano tirato. "Quella alla Lazio è stata un'esperienza meravigliosa durante la quale, grazie a un gruppo straordinario, abbiamo fatto un grande percorso europeo". Al Toro, invece, il bilancio non può che essere negativo: "A Torino ci sono state molte componenti che non mi hanno aiutato", racconta il tecnico. "Ma non cerco alibi e mi prendo le responsabilità di quanto accaduto". L'allenatore fiorentino, dalle due esperienze romana e torinese, vuole vedere il bicchiere mezzo pieno: "Umanamente sono cresciuto, mentre sul piano personale sono state esperienze molto formative". Nel mirino c'è una stagione da dominatore della Serie B, per confermare che è sempre piacevole tornare dove si è stati bene e scongiurare il rischio che si trasformi in una semplice minestra riscaldata.