Brighi, è l'ultima occasione
di Manolo Chirico - Matteo Brighi, riminese doc, nato nel giorno degli innamorati (14 febbraio 1981). E proprio oggi durante l’amichevole contro il Getafe, per Matteo potrebbe essere l’occasione per ufficializzare la propria avventura con il Toro. Un amore che, al momento, stenta a decollare: l’accordo per il trasferimento c’è; prestito gratuito al Torino e un ingaggio intorno agli 800mila euro; ma il contratto non è ancora stato depositato. Per Matteo sarà quindi la prova del nove, anzi del dieci. 10 agosto, ossia la data entro la quale il Toro è obbligato a depositare il contratto. Diversamente il giocatore tornerà alla Roma, come se nulla fosse.
In tanti conoscono le doti di Matteo: grinta, tempi negli inserimenti e proprietà di palleggio. Un centrocampista moderno, capace di adattarsi in qualunque posizione della mediana. Questa, che sia formata indifferentemente da tre o da due giocatori.
Se fosse amore, con il Toro, Ventura si ritroverebbe per le mani un tassello importantissimo per il suo reparto. Un vero e proprio jolly che gli permetterebbe di alternare il modulo da 4-2-4 a 4-3-3, anche a partita in corso.
Come centrocampista di destra, ruolo che gli permette di sfruttare al meglio le sue capacità, in passato Brighi ha dimostrato di saper anche segnare. Lo ricordiamo ai tempi della Roma di Spalletti, quando in Champions League mette due volte la firma sul tabellino contro il Cluj, per poi ripetersi contro il Bordeaux, trascinando così i giallorossi agli ottavi di finale.
Cuore, polmoni, tiro e palleggio; un giocatore che, se convincerà Ventura e il suo staff, potrebbe davvero fare la differenza qui a Torino. Per uno così, il rischio vale la candela? La risposta ce la darà il tempo.
(Foto M. Dreosti)
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