Cacciamani non si tocca: anche nel 4-4-2 titolare fisso?
In questo primo scorcio di stagione una delle certezze di Ignazio Abate è stato Alessio Cacciamani. Il canterano granata, dopo la stagione in cadetteria con la Juve Stabia e con l'attuale mister del Toro, si è presentato molto bene al grande palcoscenico della massima serie. Progressioni, corsa e tanti spunti sull'esterno l'hanno resto un'arma per il Torino. Contro l'Udinese era partito ancora titolare nell'inedito 4-4-2 proposto dal tecnico. Abate sembra intenzionato a proseguire su questa strada e contro il Parma toccherà ancora al classe 2006. Può essere la svolta per il giocatore. Non che il 3-5-2 l'abbia penalizzato, ma la sensazione è che questo modulo possa valorizzarlo ulteriormente.
Un modulo su misura per Cacciamani
Il 4-4-2 visto contro l'Udinese ha dato dei responsi positivi a livello collettivo. Una squadra più quadrata e più fluida e nel secondo tempo l'impatto dei subentrati non ha fatto altro che amplificare questa sensazione positiva. Spostando la lente sui singoli ecco proprio Cacciamani. Chi l'ha seguito ai tempi della Primavera sa che il suo percorso di crescita è stato come ala offensiva e non come esterno a tutta fascia. Dinamiche tattiche l'hanno spostato a coprire tutta la catena laterale e dal punto di vista atletico e offensivo il suo lavoro è stato di buona fattura.
I problemi nascono sulla fase di non possesso, dove qualche errore il ragazzo l'ha collezionato. Come la trasferta di Reggio Emilia: sul vantaggio di Volpato era fuori posizione e di fatto aveva permesso al neroverde di calciare con lo specchio della porta pulito, senza ostacoli. Il passaggio al 4-4-2 potrebbe liberare di più le qualità offensive del ragazzo. Certo, storicamente questo modulo viene accostato a squadre con una struttura solida, ma il calcio è fatto anche di interpretazioni. In una posizione più alta e con meno campo da coprire il ragazzo garantirebbe una spinta più costante e anche una spesa di energia minore, anche perché spesso negli ultimi minuti a volte è sembrato peccare proprio di lucidità. Parma può essere il banco di prova.
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