Toro News Toro Caso Mandragora: zero minuti, l'esclusione per Parigi e il paradosso azzurro

Caso Mandragora: zero minuti, l'esclusione per Parigi e il paradosso azzurro

Eugenio Gammarino
Tra l'esordio rinviato e la tribuna a Parigi: il mediano granata fa il tifo da Coverciano, ma Abate lo aspetta per riprendersi la scena in Serie A

La nota ufficiale della FIGC diffusa da Coverciano dopo la rifinitura pre-Francia traccia un verdetto amaro per il Torino: tra i nove Azzurri che non saliranno sull'aereo diretto a Parigi e rimarranno ad allenarsi a Firenze figura anche Rolando Mandragora. Una decisione che trasforma questa finestra di settembre/ottobre della Nazionale in una vera e propria parentesi a vuoto per il centrocampista granata, chiamato a fare da spettatore non pagante nell'esperienza azzurra.

Dalle aspettative ai zero minuti nelle prime due gare: la sosta di Mandragora

La convocazione di Mandragora aveva sollevato giustificato entusiasmo in casa Toro. Forte dei 263 minuti collezionati sulle tre gare di campionato (con un gol alla Fiorentina e l'assist decisivo al Dall'Ara contro il Bologna), il mediano si presentava in Azzurro con dati atletici e tecnici di primissima fascia. Tuttavia, la gestione di Roberto Mancini ne ha ridimensionato drasticamente il ruolo nell'economia del gruppo. Nella debacle interna contro la selezione belga, Mandragora è rimasto a guardare dalla panchina per tutti i novanta minuti, superato nelle rotazioni da interpreti come Frattesi, Fagioli e Tonali. Nel rotondo successo di Bursa, invece, pur all'interno dei dodici giocatori seduti in panchina e pronti al subentro, Mancini ha preferito pescare a gara in corsa profili giovani come Issa Doumbia e Alessandro Romano. Per Rolando, ancora zero minuti a referto.

La svolta di Parigi: il taglio per la rifinitura

La scelta di non portarlo a Parigi per la prestigiosa sfida dello Stade de France rappresenta la naturale conseguenza di una gerarchia che vede il granata nelle retrovie per il commissario tecnico. Rimanere a Coverciano per svolgere un "lavoro atletico specifico" da un lato ne preserva la tenuta fisica, ma dall'altro certifica come in questo momento Mandragora sia stato considerato un'opzione d'emergenza o un uomo spogliatoio piuttosto che una risorsa di campo imminente.

Cosa cambia per il Torino di Ignazio Abate?

Se dal punto di vista del prestigio personale il bilancio azzurro per Mandragora è deficitario, il Torino e Ignazio Abate possono guardare al bicchiere mezzo pieno. Infatti, al suo rientro al Fialdelfia il centrocampista non dovrebbe patire alcun sovraccarico di minuti o rischio infortuni in partite ad altissima intensità. Il programma svolto a Coverciano consentirà al centrocampista di tornare sotto la Mole in condizioni atletiche ottimali. Inoltre, la delusione per la mancata vetrina internazionale rappresenterà un carburante emotivo extra. Alla ripresa del campionato contro l'Udinese, Mandragora tornerà ad essere il perno insostituibile del centrocampo granata, pronto a dimostrare sul campo che il livello visto in Serie A merita ben altro spazio anche in Nazionale.

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