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CONTROCORRENTE

Contro il Venezia Djidji concede il bis ma la colpa del rigore non è mai di uno solo

Gino Strippoli

Controcorrente – I granata contro i lagunari costruiscono molto ma non vanno oltreil pareggio

Eh si, Djidji è riuscito a concedere il bis - dopo meno di una settimana della partita con la Lazio. Contro il Venezia è franato su Okereke, attaccante del Venezia, regalando un ennesimo rigore che toglie al Toro in due partite consecutive due vittorie.

Il dito è puntato sul giocatore granata perché è lui il protagonista del fallo da rigore, che lascia anche i granata in 10 uomini per gli ultimi 20 minuti (compresi i 5 minuti di recupero). Ma, chi ha giocato a calcio, sa bene che non può essere mai colpa di un solo giocatore, infatti analizzando l'azione Bremer si lascia anticipare dal velocissimo Johnsen che poi mette in area un pallone invitante con una bella giocata, per l’altrettanto veloce Okereke che andando a due velocità in più di Djidji è in netto vantaggio e si ritrova così tu per tu con il portiere granata, che sicuramente avrebbe battuto. Poi il fallo più che uno sgambetto è un vero franare addosso senza freni (scusate il gioco di parole) sull’attaccante lagunare che furbo si arresta di colpo in area. E poi da dove nasce l’azione? 

Diciamo quindi che c’è molta compartecipazione sul fallo da rigore. Poi in quel momento lo stesso Juric dalla panchina incitava i suoi ragazzi a tenere una pressione alta sul Venezia in modo da non farli avanzare. Lo stesso allenatore granata a fine partita ha ammesso che forse tatticamente in quei minuti ha sbagliato anche lui. Il succo della mancata vittoria è tutto qui.

Il Toro durante la partita ha costruito il gioco mentre il Venezia ha sempre aspettato i granata nella propria area per poi fiondarsi in ripartenze che hanno messo sovente in difficoltà il reparto difensivo capitanato da Bremer.

E dire che fino al fatal momento del rigore il Toro aveva la partita in mano e continuava ad attaccare. Il gol di Brekalo è stato un vero capolavoro di Singo, una discesa devastante in area e un assist al bacio per il croato che con un bel inserimento e freddo davanti alla porta ha gonfiato la rete. Un binomio che s’intende molto bene.

Riconoscere i meriti a questo Venezia è d’obbligo perché già nel primo tempo aveva impensierito il Toro con un bel colpo di testa di Okereke, dopo una bella discesa in velocità di Crnigoj che superava di netto sia Ansaldi che Rodriguez andando poi a crossare in area granata. Pochi minuti prima Okereke aveva sfiorato il palo con un bel tiro, mentre i granata per tutto il primo tempo avevano si comandato il gioco ma si erano resi poco pericolosi  eccezion fatta per una bella girata di Sanabria alta di poco sulla traversa. 

Sicuramente quello che è piaciuto nel Toro è il centrocampo che ha tenuto sempre bene, sopratutto quando in campo è rimasto Pobega un vero gladiatore che ha sempre vinto i rispettivi duelli, mai nessuno è riuscito a sradicargli un pallone tra i piedi nei contrasti. Il Toro è piaciuto meglio in fase di costruzione ma meno nell’assetto difensivo dove ha patito molto la velocità degli avversari. E questo può essere un punto interrogativo per la squadra di Juric che a parte Bremer non dispone di giocatori veloci per la retroguardia. Il colpo del KO che avrebbe consentito al Toro di vincere la partita è arrivato al 95’ con Mandragora bravo a a conquistare un pallone e tenerlo con forza ma poi a tirare un destro addosso al portiere. Forse sarebbe stata una grossa beffa per il Venezia degli ex Zanetti e Aramu.  Tanto per cambiare due rigori subiti da due ex granata e due vittorie mancate. Adesso il derby!