Toro News Toro Dembélé: “Il Toro era la scelta giusta. Contento del Mantova”
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Dembélé: “Il Toro era la scelta giusta. Contento del Mantova”

Matteo Curreri
Il francese si racconta tra Toro e Mantova: un anno fa il gol con l’Udinese, oggi sta trovando continuità in Serie B

Un anno fa, in questi giorni, Ali Dembélé festeggiava il primo e, fin qui, unico gol in Serie A della sua giovanissima carriera. Era il 23 aprile, l’avversario l’Udinese. Vanoli lo aveva mandato in campo nell’ultimo quarto d’ora per sostituire Adam Masina. All’85’, Perciun faceva partire da destra un cross rasoterra. Solet lo respingeva con sufficienza, regalando il pallone a Dembélé. Lo stop e la conclusione di mancino a battere Okoye. “Non so come sia arrivato…”, ammette lui stesso, a distanza di dodici mesi. Fatto sta che, da quel giorno, Vanoli lo lascia in panchina contro il Napoli e poi gli concede ben quattro gare consecutive da titolare. Il Toro non si giocava più niente e arrivavano tre sconfitte. Quelle apparizioni però gli valsero la fiducia della società che, a luglio, decide di rinnovargli il contratto fino al 2028, con opzione per un altro anno.

La panchina con Baroni e la chiamata del Mantova

Nel mentre, i granata avevano cambiato guida tecnica: era arrivato Marco Baroni. Non avrebbe trovato spazio con lui e l’ideale sarebbe stato il prestito. Ma alla fine, al gong del mercato estivo, era rimasto in rosa. In tutto, 4 presenze nella prima parte di stagione: 12’ con la Lazio (macchiati da un errore marchiano, per il gol del definitivo 3-3), 7’ con il Verona, la Coppa Italia con la gara da titolare con il Pisa e i 4’ a Roma. A gennaio si fa vivo il Mantova e così il francese si trasferisce in Serie B. “Il primo giorno di mercato il direttore e l’allenatore mi hanno convinto subito. Avevo bisogno di fare esperienza qui a Mantova e sono contento di questa scelta”, racconta Dembélé, intervistato sul canale YouTube ufficiale dei virgiliani. Sta trovando spazio. Fin qui 11 gettoni sotto la gestione di Francesco Modesto, di cui a febbraio aveva detto: “Mi sembra di avere a che fare anche con Juric!”, per come si lavora in allenamento. Era stato il croato, in quel ritiro spagnolo durante i Mondiali del Qatar, a inserirlo nel gruppo della prima squadra: “Per me è stata un’esperienza molto bella. Da giovane, mi ha insegnato a stare con i grandi. Mi ha permesso di capire come si comportavano”.

Dembélé, il rapporto con Paleari e la posizione in campo

Il francese era arrivato a Torino da poco, su indicazione di Ruggero Ludergnani, che lo aveva scovato dal Troyes: “Il Torino mi seguiva da tanto tempo. Il Troyes mi aveva pure proposto un contratto da professionista, ma io ho scelto comunque di andare al Torino. Era la scelta giusta per crescere di più”, racconta. Dembélé, negli anni, ha comunque stretto legami importanti con i compagni. Alcuni di loro sono sempre molto attivi sotto i suoi post Instagram, anche ora che è lontano da Torino. Gli fanno notare che su Wikipedia viene paragonato a Wilfried Singo: “Penso che ci sia scritto questo perché abbiamo qualità simili e quando sono arrivato al Torino ero la sua riserva”. Ma soprattutto racconta di un buon rapporto con Alberto Paleari, che ha avuto un peso nella sua scelta di trasferirsi in Lombardia. Anche il numero 1 granata ha frequentato il Martelli: “Quando ha saputo che il Mantova era su di me mi ha detto che era una piazza bellissima, dove potevo fare bene”. Il 30 giugno tornerà a Torino e vedremo come verrà utilizzato da chi siederà sulla panchina granata. Modesto lo sta infatti utilizzando con costanza come difensore. “Tra braccetto e quinto farei il quinto”, dice Dembélé, che ammette: “Però sono più bravo a fare il braccetto”.