Toro NewsToroDilemma Casadei: è fatto davvero per la trequarti?
Dilemma Casadei: è fatto davvero per la trequarti?
Piero Coletta
Il doppio volto di Casadei sulla trequarti contro la Carrarese: bene negli inserimenti offensivi, ma manca l'imprevedibilità
Non c'è da stupirsi se nell'undici titolare della sfida contro la Carrarese ha figurato nella formazione titolare Cesare Casadei. Il centrocampista scuola Inter è stato testato a lungo da Ignazio Abate nelle amichevoli estive e su di lui ci sono sempre molte aspettative, legate soprattutto a quello che è stato il suo percorso da calciatore. L'anno scorso è stato protagonista con la maglia granata nella seconda parte del campionato, dove ha trovato con una buona frequenza le reti. Questa è la caratteristica principale dell'ex Leicester, che si esalta molto bene nelle situazioni in cui deve offrirsi senza palla al piede e si è visto in maniera cristallina anche nel match contro la Carrarese. Non tutto però brilla: a livello tecnico il ruolo sulla trequarti potrebbe apparire anche come una forzatura.
Casadei, sulla trequarti gli inserimenti possono abbondare
Sicuramente avanzare Casadei in posizione di trequartista è una scelta logica, perché si porta un giocatore con un buon feeling nella fase realizzativa vicino alla porta. Prendiamo come esempio l'occasione nata allo scoccare del minuto 28. Gineitis, sciolto dai compiti di copertura grazie all'ottimo lavoro di Fitz-Jim, si porta in avanti per accompagnare l'azione e con il destro scodella in mezzo per Casadei. Il centrocampista stacca di testa chiudendo centrale, ma si tratta della prima azione offensiva della truppa di Abate dopo il vantaggio di Simeone. Una manovra che ha trovato nell'inserimento di Casadei il suo "uomo offensivo" aggiunto.
Dal primo tempo al secondo, quattro giri di orologio ed ecco che il Torino torna a rendersi pericoloso con la stessa azione: cross dall'esterno ed inserimento di Casadei. Ottimo lo spunto di Cacciamani, aggressivo nell'uno contro in una situazione che lo esalta particolarmente, e delizioso il cross. Casadei sfrutta al massimo tutto il suo fisico prendendo il tempo al giocatore della Carrarese e svettando con i tempi giusti di testa. Palla fuori, ma due grandi occasioni nate sfruttando gli esterni e la bravura del giocatore negli inserimenti. E a conti fatti è stata l'ultima grande occasione del Torino.
L'aspetto da rivedere: il lato tecnico e imprevidibilità
Cosa non ha convinto della prestazione di Casadei? Nell'immaginario collettivo del calcio il ruolo del trequartista viene accostato alla figura del giocatore con un fisico medio, non eccessivamente strutturato, veloce e con una tecnica individuale importante. Insomma, è quel giocatore che deve fare da raccordo tra il centrocampo e l'attacco. Questo è ciò che è venuto meno al centrocampista. Non tanto sulla qualità dei passaggi, comunque molto alta, ma è proprio un concetto legato anche alla fluidità della manovra. Qualche errore di stop di troppo e qualche rallentamento con la palla tra i piedi. Il dribbling di certo non è la sua qualità migliore, il che stona con il ruolo in cui lo vede Abate. Con lui il Torino, quando manovrava nella sua zona, sembrava peccare di imprevedibilità. Il tempo per migliorare è abbondante, ma se questo "slittamento" di posizione in avanti del giocatore enfatizza la sua buona vena offensiva dall'altra rischia di scoprirgli dei limiti tecnici.