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Diritti TV, il Torino aspetta giustizia: stimati 20 milioni di danno

Enrico Penzo
Il club granata figura tra i danneggiati dal cartello sui diritti internazionali della Serie A tra il 2008 e il 2018. A gennaio 2026 il giudice ha aperto alla possibilità di un accordo stragiudiziale

Nel bilancio 2025 del Torino, chiuso con una perdita di 13,1 milioni di euro , emerge un dato che va oltre la semplice lettura dei conti: il club granata è tra i soggetti che hanno subito un danno economico diretto dal cartello sui diritti televisivi internazionali della Serie A. Un contenzioso che, pur non incidendo contabilmente sul risultato dell’esercizio, rappresenta una chiave interpretativa rilevante per comprendere le dinamiche economiche in cui il Torino si muove.

Il cartello e il danno economico: un credito potenziale per il Torino

Secondo quanto emerso nel contenzioso, il danno individuale subito dal Torino FC è stato quantificato in 20,3 milioni di euro, oltre a rivalutazione da determinare tramite un adeguato tasso di capitalizzazione. La vicenda affonda le radici nel cartello accertato tra alcuni intermediari nella vendita dei diritti TV internazionali della Serie A tra il 2008 e il 2018, che avrebbe limitato la concorrenza comprimendo i ricavi complessivi del sistema. Il procedimento è ancora in corso: nell’udienza del 21 gennaio 2026, il giudice ha concesso alle parti un termine per valutare una possibile soluzione stragiudiziale, rinviando la decisione. Per il Torino si tratta quindi di un potenziale recupero economico rilevante, che potrebbe incidere sui futuri equilibri finanziari del club, pur restando allo stato attuale una posta eventuale e non contabilizzata.

Diritti TV, bilancio e responsabilità gestionale

Il collegamento con il bilancio è evidente: nel 2025 i proventi da diritti audiovisivi ammontano a 41,99 milioni di euro, circa il 35% del valore della produzione e oltre il 50% dei ricavi della gestione corrente . Una dipendenza che rende il Torino particolarmente sensibile a qualsiasi distorsione, passata o presente, di questo mercato. Tuttavia, il rosso di bilancio non può essere spiegato solo con fattori esogeni. Il calo dei ricavi televisivi (–6,5 milioni), unito alla riduzione delle plusvalenze e a una struttura dei costi molto elevata, con 68,9 milioni di spese per il personale e oltre 39 milioni tra ammortamenti e svalutazioni, evidenzia criticità gestionali e strategiche che restano centrali. Il caso del cartello rappresenta quindi un elemento importante, anche in prospettiva di un possibile ristoro economico, ma si inserisce in un quadro più ampio in cui la sostenibilità del modello Torino continua a dipendere soprattutto dalle scelte interne e dalla capacità di costruire una visione industriale più solida.