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Djidji, due errori che pesano 4 punti. Ma Juric lo difende: “Mi sta piacendo”

Alberto Giulini

Altra ingenuità del francese, che stende Okereke in area e lascia i compagni in dieci uomini per il finale. Ma il tecnico gli conferma la fiducia

Fino al 90' della partita contro la Lazio il suo era un avvio di stagione quasi perfetto. Poi si è spenta la luce: ci è cascato di nuovo Koffi Djidji, protagonista in negativo nella sfida del Penzo di Venezia. Per la seconda gara consecutiva il centrale francese ha provocato un calcio di rigore in favore degli avversari, questa volta con l'aggravante di aver lasciato i suoi compagni in dieci per il finale.

QUATTRO PUNTI - Contro la Lazio era stato ingenuo nell'andare ad ostacolare irregolarmente Muriqi, a Venezia - nel contesto di una partita in cui per la verità è stato in difficoltà sin dalle prime fasi - si è perso Okereke ed ha finito per travolgerlo con una scivolata alla disperata. Quelli di Djidji sono stati senza dubbio due errori grossolani ed al tempo stesso pesanti, costati di fatto un totale di quattro punti ai granata. Episodi evidentemente negativi che vanno inevitabilmente a macchiare quello che sembrava un periodo positivo per il difensore. Perché il francese, ottimo professionista e persona a modo, fin dal ritiro estivo ha saputo conquistare la fiducia di Juric ed in campo ha dimostrato di poter interpretare nel modo giusto quanto richiesto dal tecnico. Ma certe amnesie finiscono inevitabilmente per pesare sul conto, andando a macchiare prestazioni anche molto positive per larghi tratti. Come avvenuto se vogliamo anche contro l'Atalanta, quando il francese giocò un'ottima partita salvo poi sbagliare insieme ad Izzo in occasione del gol vittoria dei bergamaschi in pieno recupero.

LA FIDUCIA DI JURIC - Errori che pesano, dunque. Ma Juric dopo la gara contro il Venezia ha voluto spendere parole sentite e non (solo) di circostanza per il suo difensore: "Per me è la più grande scoperta in positivo dal ritiro in avanti - ha detto il tecnico -. Sta giocando benissimo, purtroppo in questo momento è protagonista di episodi eclatanti. Deve stare sereno, gli errori nel calcio si fanno ma mi sta piacendo per come interpreta il ruolo di terzo e per come si allena. Se non ci fosse lui, che non doveva nemmeno rimanere, non so come saremmo finiti. Deve continuare così perché ha la mia stima". Parole volte sicuramente a non minare la fiducia del giocatore, ma la stima del tecnico è stata confermata anche dalle scelte: cinque su sei da titolare per il francese, che non è stato preservato neppure quando ce lo si poteva aspettare come a Venezia. Ora Djidji dovrà saltare il derby per squalifica, poi ci sarà la sosta: una pausa non può che fargli bene perchè gli permetterà di riflettere e metabolizzare quanto accaduto. Prestazioni positive per larghi tratti dell'incontro non possono più bastare, certi errori si pagano a carissimo prezzo e finiscono inevitabilmente per macchiare i giudizi. E nel ruolo la concorrenza non manca, dal giovane Zima a quell'Izzo che fino ad ora è stato scalzato proprio dal francese.