Duelli e ripartenze: Toro, lotta per migliorare
In questo strano campionato, il Toro ha regalato a tutti un successo, quello contro l’Udinese, che ha dato continuità al derby, una partita in cui i granata hanno offerto una fantastica prestazione atletica. La squadra di Nicola ha superato per 1-0 i friulani: una squadra molto ben organizzata, arrembante ma a volte poco concreta. La vittoria e il margine di punti dalla terzultima in classifica fanno ben sperare per le sorti della nostra squadra in ottica salvezza.
Seppur l’Udinese abbia ottenuto una quota di possesso palla maggiore rispetto al Torino (circa il 66%), si è trattato di un possesso sterile, coronato da difficoltà tecnico-tattiche in fase di costruzione (lunghi traversoni a cercare le punte e poca inventiva nel manovrare le azioni).
Il Toro, dal canto suo, costretto a rincorrere gli avversari, ha consumato un volume di energia maggiormente elevato. Da sottolineare che i granata hanno corso di più rispetto agli avversari, 106.104 km contro i 104.697 km della squadra di Llorente &Co.; parlando di preparazione atletica e performance, tuttavia, si è visto, a mio parere, un Toro non troppo diverso dalle altre gare disputate (derby a parte).
I livelli di espressione del potenziale di performance devono essere molto elevati, soprattutto in gare come queste in cui è necessario avere forza, potenza e resistenza aerobica ed anaerobica, affinché si possa superare l’avversario. Ahimè, in questa gara abbiamo notato che i nostri giocatori hanno subito la forza fisica dei giocatori bianconeri, non riuscendo sempre ad avere la meglio nei duelli specie a centrocampo: ciò li rende meno abili ad accrescere la capacità di produzione di forza nell’unità di tempo, ciò che in termini scientifici viene definita come impulso.
Inoltre a mio avviso la squadra di Davide Nicola subisce spesso il pressing degli avversari, e soprattutto tende sempre ad “aspettarli” nella propria metà campo. Questo può essere frutto di una scelta tattica a patto di riuscire ad effettuare con continuità delle ripartenze, ma questo a Udine non è avvenuto, probabilmente a causa di un deficit di resistenza cardiovascolare e forza muscolare.
Queste due capacità condizionali (ovvero, aspetti fisiologici modificabili con l’allenamento), facenti parte del “potenziale motorio” del calciatore moderno, avrebbero dovuto essere viste spesso in campo, ma così non è stato: manca una sorta di “cambio passo”, del quale siamo tutti in attesa. A mio avviso anche a causa di questo anche il baricentro della squadra è sembrato a tratti molto basso. Per quanto riguarda i singoli, comunque, mi sono sembrate ottime le performances di Vojvoda e Buongiorno, che hanno corso molto e bene in entrambe le fasi di gioco, concedendo poco agli avversari. In miglioramento anche la prestazione di Rolando Mandragora.
Ora testa alla Roma, prossima avversaria del Toro in campionato; un campionato in cui molto c’è ancora da fare per i granata.
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