Toro News Toro Fiorentina-Torino 0-1 Superato il turno

Fiorentina-Torino 0-1 Superato il turno

Redazione Toro News
Primo tempo. Non mi sbottono. Non scriverò quanto scritto alla fine del primo tempo di Bologna, per quanto corrispondesse a verità; non parlerò di “difesa sugli scudi”. Per quanto…Per quanto capitan Natali spazzi l’area con la decisione che avremmo voluto vedere altre volte; per quanto Pisano sia puntuale, Ogbonna intraprendente e Colombo decisamente positivo.

Primo tempo. Non mi sbottono. Non scriverò quanto scritto alla fine del primo tempo di Bologna, per quanto corrispondesse a verità; non parlerò di “difesa sugli scudi”. Per quanto…
Per quanto capitan Natali spazzi l’area con la decisione che avremmo voluto vedere altre volte; per quanto Pisano sia puntuale, Ogbonna intraprendente e Colombo decisamente positivo.
Dopo un inizio timido, si configura con chiarezza la disposizione tattica del Torino, con Amoruso a fare da raccordo tra centrocampo e attacco in un 4-4-1-1, se proprio si vuole. La difesa gioca con sicurezza (e in questo -debiti gli scongiuri- ricorda quella dei primi 45’ di Bologna), mentre Dzemaili fatica a salire in cattedra ma fa il suo, aiutato anche dal gran movimento degli attaccanti e degli esterni. La riscoperta degli esterni: bravo Colombo, a spingere e difendere, mentre Vailatti si accende a sprazzi ma confeziona l’assist decisivo, e inoltre non giocava da una vita. Ogbonna propositivo, forse anche più di Rubin, ma le corsie laterali sono presidiate dai granata. Il gol di Bianchi è rete da vero centravanti, e l’azione sembra fatta apposta per ridare morale a due giocatori (lui e Vailatti, appunto) che ne hanno quantomai bisogno.
Dopo il vantaggio, il Toro gestisce (cerco di evitare ogni reminescenza bolognese, ma fatico), la Fiorentina non riesce a riorganizzare un gioco d’attacco fin dopo la mezz’ora. Poi, Mutu suona la carica e, aiutato da uno Zauri che non trova più adeguata opposizione, iniza a spaventare i granata. Calderoni è bravo su una punizione del romeno, ma regala brividi con un paio di uscite, su una delle quali Pasqual si trova la porta spalancata ma forse non se lo aspettava, pertanto manda alto di testa. Nel Toro è uscito Bianchi per Stellone, un infortunio che sa più che altro di precauzione; la sveglia viola nel finale di tempo potrà essere utile ad evitare eccessivi rilassamenti.

Secondo tempo. Il Torino, nei 45 minuti dopo l’intervallo, fa una cosa molto importante: si difende. Gioca come una squadra di livello inferiore. Punta a tenere il vantaggio come una formazione che lotta per non retrocedere. E ho grossi dubbi che ci sia qualcosa di cui vergognarsi, in questo.
Gli undici di Novellino non fanno capolino nemmeno mezza volta nell’area di Storari, che potrebbe rimanere seduto fino all’88’. Forse un tale atteggiamento non è destinato a pagare sempre, ed è piuttosto rischioso; ma è stato proficuo oggi. E se la difesa funziona, è una sicurezza per una squadra che non ha la forza per attaccare sempre e comunque.
Nel secondo tempo, il possesso palla è stato appannaggio pressoché totale della Fiorentina. Alcune pericolose conclusioni, su cui è bravo Calderoni (impeccabile il portiere nella ripresa). Pisano si conferma bravo centrale, mentre confortano le prestazioni dei due laterali bassi, Colombo e Ogbonna, considerati rincalzi ma oggi migliori dei presunti titolari visti in tempi recenti. Quando la Fiorentina ha attaccato per vie centrali, ha trovato spesso una difesa alta e pronta a intervenire subito, ma non sempre l’adeguato filtro a centrocampo. Prandelli organizza ben presto uno schieramento iper-offensivo, e Dzemaili fatica; Novellino inserisce Saumel (subentrato ad un Vailatti che è via via sparito) per dargli una mano a tamponare Jovetic, che ora è supportato da Santana. L’austriaco sembra in palla, e l’azione offensiva dei viola trova maggior opposizione.
Ventola entra a fare danni sulla trequarti, avendo il Torino rinunciato ad attaccare. Calderoni è sicuro, Natali imperioso, mentre Ogbonna si conferma a suo agio da laterale.
Negli ultimi due minuti, proprio Ventola, che fin qui aveva fatto il centrocampista, rischia il raddoppio nell’unico contropiede, poi, nel recupero, conquista un calcio di rigore che l’arbitro prima concede poi revoca. Sarebbe stato troppo, ma il bello è questo, per i tifosi: il Toro ha fatto quel che tante volte han fatto gli altri, ossia mettere in campo un po’ di cinismo.

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