Fortini a One To One: "Siamo una squadra giovane, che ha tanta voglia di imparare e lottare"
Niccolò Fortini ha parlato ai microfoni di One To One, il programma di interviste sul canale YouTube del Torino. Ecco qui le sue dichiarazioni:
Quali sono le tue prime impressioni qui a Torino?
"Sicuramente mi sto trovando veramente benissimo. Il gruppo mi ha accolto in modo veramente straordinario. Sono tutti ragazzi per bene, eccezionali e sono veramente contento di fare parte di questa squadra"
Prima del tuo trasferimento ti sei sentito con Pietro Comuzzo.
"Sì, Pietro penso sia il mio migliore amico nel calcio. Comunque ci sentivamo spessissimo. durante l'estate siamo anche stati in nazionale insieme nell'ultimo raduno. E ovviamente quando c'è stata l'occasione di rigiocare insieme, siamo stati tutti due molto felici e comunque gli chiedevo come si stava, com'era il gruppo. Lui mi ha sempre parlato benissimo. E' stato sicuramente un fattore che ha influito molto sulla mia decisione"
Conoscevi già qualcosa della città di Torino prima di venire qui?
"Non troppo. C'ero stato un paio di volte, ma per motivi extra calcio, però non avevo vissuto a pieno Torino. In questi giorni sto un po' provando a dare un'occhiata. Magari andrò a vedere qualche museo con qualche mio amico, ma vediamo un attimo"
Quali sono le prime persone nuove con le quali hai legato?
"Penso con Lapo Siviero e poi, lasciando Ale Cacciamani, Pietro e Masca, che conoscevo già, penso anche con Biraghi e penso che forse Gae Oristanio è stato con quello con cui ho legato più di tutti all'arrivo e anche con Nik Vlasic, che mi ha dato una mano sin da subito ad ambientarmi con il mister e con la squadra"
Come ti stai trovando con il gruppo in questi primi allenamenti?
"Benissimo, perché comunque siamo una squadra giovane, che ha tanta voglia di imparare e lottare. Ogni giorno ci alleniamo sempre a 2000 e sono veramente contento di stare con loro tutti i giorni"
Senti di aver imparato molto dall'esperienza con la Fiorentina?
"Sicuramente, perché poi l'anno scorso è stato un anno tosto che però ci ha fatto crescere tanto, soprattutto per me che era il secondo anno, il primo in Serie A e mi ha aiutato veramente tantissimo come esperienza di crescita"
Come hai vissuto il tuo esordio in maglia granata?
"E' stata una gran bella emozione perché era la prima volta che giocavo all'Olimpico ed è stata veramente una cosa incredibile. Tutto pieno così, è stato veramente impressionante, è stata una gran bella sensazione"
Sei cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, vincendo la Coppa Italia Primavera, dando un dispiacere a noi tifosi del Toro. Ma cosa ti porti dietro di quegli anni?
"Sono stati dei begl'anni perché comunque l'anno in Primavera con i miei vecchi compagni a Firenze con cui avevo condiviso tutta la mia carriera calcistica. Siamo stati insieme 10-11 anni. E' stato veramente bellissimo. Poi anche con il mister Galloppa, che è una persona che io ammiro moltissimo e che mi ha aiutato tanto nella mia crescita"
In comune con il mister e Cacciamani hai il passaggio alla Juve Stabia, che è stata la tua prima esperienza da professionista. Cosa ti ha lasciato quel campionato?
"E' stata un'esperienza bellissima e sinceramente non me lo sarei mai aspettato all'inizio. Ero un po' titubante perché comunque avevo 18 anni e avevo fatto solo un anno in Primavera, comunque era un bel salto in Serie B. Poi il Castellammmare non era proprio vicino a casa. Però ho avuto la fortuna di trovare una squadra veramente fantastica. Poi ovviamente abbiamo fatto anche una gran bella stagione, siamo arrivati ai playoff e questo ci ha aiutato molto. Però la ricorderò sempre come forse l'esperienza più bella della mia vita".
Che effetto fa ritrovare in campo, in allenamento soprattutto, un giocatore di esperienza come Mandragora?
"Rolly sicuramente ci da una grandissima mano. Sono contentissimo che si sia unito a noi perché anche quando era a Firenze è la persona che mi ha aiutato più di tutti in quegl'anni. E' sicuramente un grandissimo giocatore che ci darà una grande mano".
Quest'estate hai esordito con la nazionale maggiore. Ci descrivi l'emozione di indossare quella maglia azzurra?
"E' stata un'emozione indescrivibile perché comunque il far parte della nazionale maggiore è sempre una cosa che sogni, da quando sei bambino, dalle prime volte che metti le scarpe da calcio. Farne parte non mi sembrava quasi vero. ci ho messo un po' a realizzare questa cosa ed è stata indimenticabile"
Nel corso della tua carriera hai cambiato più ruoli, da attaccante ad esterno. Ti reputi un giocatore duttile?
"Sicuramente mi piace molto interpretare più ruoli, soprattutto sugli esterni, che sia terzino, quinto, o esterno, mi piace molto correre ed andare. Secondo me nel calcio di oggi bisogna comunque saper interpretare più ruoli, ma anche per avere più possibilità di giocare"
Perché hai scelto il numero 29?
"Questa domanda me la fanno in parecchi. Secondo me non è una risposta abbastanza scontata, perché io sono sempre stato un grande tifoso del Chelsea e in quegli anni il numero 29 era Havertz, che era uno dei miei giocatori preferiti della squadra e quindi l'ho preso ispirandomi a lui"
Il tuo primo ricordo legato al calcio?
"Forse sono le partite che andavo a vedere da piccolo, con mio papa e mio fratello, che anche loro hanno grandissima passione per il calcio e sono loro che me l'hanno trasmessa"
Anche tuo padre è stato calciatore. Quali consigli ti ha dato in questa fase della tua carriera?
"Ho un bellissimo rapporto con papà, da quando sono piccolo. E' una delle persone più importanti della mia vita. Mi ha sempre dato una grandissima mano, veramente. Ovviamente cerca di lasciarmi il più libero possibile, com'è giusto che sia. Infatti, non è una cosa scontata e lo ringrazio tantissimo per l'aiuto che mi ha sempre dato durante l'arco di questi anni e della mia carriera, perché comunque da quando sono piccolo che ero a Firenze, io facevo sempre avanti su e giù da Lucca e Firenze tutti i giorni con lui in macchina e abbiamo avuto tantissime occasioni per parlare e mi ha aiutato tantissimo a crescere e sicuramente è merito anche suo per dove sono adesso"
Quali sono le tue passioni fuori dal campo?
"Allora la mia più grande passione è il tennis, sicuramente. Giocare, ma anche guardare i video su YouTube, le partite. E poi anche la play. Penso come tanti di noi, che nel tempo libero dedichiamo molto tempo a giocare a Fifa, a NBA e alla Play soprattutto"
Cosa metti in playlist prima della partita?
"Allora, prima delle partite mi piace tanto caricarmi con Katy Perry. Ascolto tantissimo Justin Bieber, Shawn Mendes e poi anche un rapper inglese, che magari non è famosissimo in Italia, che si chiama Is The kid"
Hai dei riti scaramantici o dei riti particolari prima delle partite?
"Ne ho veramente tanti. E' una cosa che mi dà anche abbastanza fastidio. Però ormai ci convivo e non li dico ovviamente, per tenere la scaramanzia"
Il tuo obiettivo personale per questa stagione?
"E' sicuramente fare una grande stagione, a livello personale, soprattutto a livello collettivo e di squadra. Siamo un grandissimo gruppo e so che possiamo riuscirci. Mi è stata data una grande occasione, dal mister, dal presidente e dal direttore e spero veramente di riuscire a ripagarla".
Un saluto ai tifosi del Toro?
"Ciao a tutti tifosi e ci vediamo presto allo stadio. Sempre forza Toro!"
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