Gineitis balbetta, ma il suo nome fa sempre gola sul mercato
Si è parlato tanto, si è discusso tanto, si è ipotizzato tanto sul Gvidas Gineitis. Un'estate passata stabilmente nelle pagine di cronaca sportiva nelle vesti di sacrificato sull'altare. D'altronde si parla di un giocatore che è cresciuto direttamente nel vivaio del Torino, con la Primavera e poi il passaggio in prima squadra. La sua cessione avrebbe garantito una plusvalenza pura. Poi le vie del mercato, sempre infinite, hanno immolato sull'altare Njie, ceduto alla Fiorentina. La permanenza di Gineitis è stata accolta anche bene, dato che il lituano occupa un ruolo di spicco nel centrocampo granata. L'avvio di stagione però è sotto gli occhi di tutti: non positivo. Però il suo nome fa sempre molta gola.
Le sirene di mercato girano sempre
Celtic e Red Bull Salisburgo, mai come questa estate le strade di Gineitis e il Torino hanno davvero rischiato di separarsi. Il tema delle cessioni è sempre molto delicato nell'ambiente granata per tanti motivi e ogni volta che c'è una cessione corposa si solleva sempre quel discorso di mentalità e di ambizione. Quando è apparso chiaro che il lituano sarebbe rimasto a Torino c'è stato molto probabilmente un sospiro di sollievo, immediatamente rimpianto però alla cessione di Njie. Allo stesso tempo la permanenza del canterano a Torino poteva permettergli un ulteriore step in più. Non tanto a livello di quantità, perché il giocatore in campo si vede e si sente da quel punto di vista.
Si tratta più di un concetto tecnico, quello dell'apporto alla manovra offensiva. Nell'anno con Vanoli, quella dell'effettiva scoperta del giocatore, aveva siglato tre gol, uno di questi molto bello contro il Milan dell'allora tecnico Conceicao. La stagione successiva però il tabellino dei gol ha recitato 0, a fronte però della cospicua presenza in fase di non possesso. Quest'anno però il giocatore non si sta imponendo. Il rischio in questi casi di una svalutazione è sempre dietro l'angolo e le offerte giunte in estate erano comunque cospicue per un giocatore che non ha ancora mostrato al completo tutto il proprio arsenale. Le sirene però restano sempre vigili su di lui.
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