Gineitis, sacrificato designato: cosa non ha funzionato con Abate?
Sarà un canterano uno dei prossimi sacrifici del Torino? Gvidas Gineitis è uno dei nomi da tenere d'occhio sul mercato: il Red Bull Salisburgo ha messo gli occhi sul centrocampista lituano e il suo valore, che il Torino considera intorno ai 15 milioni di euro, può renderlo una pedina importante nelle strategie granata.
Classe 2004, Gineitis è arrivato dalla SPAL nel 2022 e da allora ha fatto tutta la trafila a Torino, dalla Primavera alla prima squadra, conquistandosi spazio stagione dopo stagione fino a diventare un elemento importante della rosa. Il rinnovo fino al 2029 mette il club in una posizione di forza, ma davanti all'interesse del Salisburgo e a una possibile offerta importante il Torino dovrà decidere se continuare a puntare sul suo percorso di crescita oppure trasformare il valore raggiunto dal lituano in una risorsa per il nuovo corso di Abate.
Le richieste del nuovo allenatore
Il possibile sacrificio di Gineitis parte anche da una questione tecnica. Il lituano ha caratteristiche precise: corsa, intensità, fisicità, capacità di coprire campo e di inserirsi. È un centrocampista di gamba e di fiato, prezioso quando c'è da sostenere il ritmo della partita e lavorare in entrambe le fasi.
Il nuovo Torino di Ignazio Abate, però, sembra andare nella direzione di un calcio più ragionato, nel quale alla mediana viene chiesto soprattutto di dare qualità alla manovra. Costruire, giocare sotto pressione, trovare linee di passaggio e gestire il pallone: servono piedi e qualità tecnica, oltre alla capacità di correre. Ed è proprio qui che Gineitis rischia di pagare qualcosa. Può inserirsi nel sistema e le sue caratteristiche restano utili, ma la qualità del possesso e la costruzione non sono il suo punto di forza. Se Abate dovesse quindi privilegiare in mezzo al campo interpreti più raffinati e più adatti alla sua idea di gioco, Gineitis potrebbe perdere centralità. A quel punto, davanti a un'offerta importante, il suo cartellino diventerebbe una risorsa per completare un centrocampo costruito secondo parametri diversi. A maggior ragione in una situazione di mercato in cui il Torino necessita di entrate economiche. Tenere Cacciamani è un obiettivo del club granata che, per farlo, ha bisogno di far uscire qualcun altro.
Torino, i mancini sono tutti sul mercato
C'è però un paradosso nella possibile partenza di Gineitis: il Torino ha pochi mancini in rosa e rischia di perderne diversi proprio attraverso il mercato. Il discorso parte dalla mediana, dove oltre al lituano c'è Ilic, anche lui mancino e tra i giocatori che il club sta valutando di cedere. Una loro eventuale partenza lascerebbe Abate senza un centrocampista di piede sinistro già pronto per la Serie A. E la situazione non è molto diversa negli altri reparti: anche Biraghi può essere ceduto, mentre Acquah e Gabellini restano in bilico tra prima squadra e prestito. L'unico mancino arrivato in estate è Oristanio, che però rappresenta un profilo diverso per ruolo e caratteristiche. Per questo Gineitis assume un peso particolare nelle scelte del Torino: cederlo significherebbe monetizzare uno dei giocatori con più mercato, ma anche ridurre ulteriormente una componente tecnica già poco presente nella rosa. Il sacrificio, dunque, può avere senso soltanto se quei soldi vengono utilizzati per ricostruire il reparto e dare ad Abate, o in ogni caso, tenere per lui, nuovi e vecchi interpreti all'altezza delle sue richieste.© RIPRODUZIONE RISERVATA