Toro News Toro Ilkhan spegne 22 candeline: il rinnovo è il regalo più bello

Ilkhan spegne 22 candeline: il rinnovo è il regalo più bello

Matteo Curreri
In un anno il rientro tra i convocati dopo il grave infortunio e, pochi giorni fa, l’esercizio dell’opzione per il prolungamento di un anno del contratto. Per il turco è il primo compleanno da giocatore del Torino in pianta stabile

“Ho avuto un momento triste e sono felice di essere tornato con i miei compagni di squadra. Uno stadio pieno, l’odore del prato… Tutto questo mi è mancato profondamente”. Il 26 maggio 2025 Emirhan Ilkhan esprimeva tramite social la soddisfazione di essere rientrato tra i convocati per l’ultima partita dello scorso campionato contro la Roma, dopo la rottura del legamento crociato avvenuta durante una partitella in famiglia nel settembre 2024. Quel crac lo costrinse a stare fermo per un intero anno calcistico, negandogli la possibilità di fare un’altra esperienza in prestito, con la Turchia come meta più accreditata. Fino a quel momento, in tre anni di Toro, aveva collezionato appena 87 minuti. A distanza di 365 giorni, lo scenario per il centrocampista è totalmente cambiato.

Nella stagione che ha appena chiuso i battenti, alla voce minutaggio si leggono 1.172’, a conferma di una crescita esponenziale, suggellata esattamente a un anno di distanza da quel post che traeva le somme di un periodo intenso sul piano personale e a cui oggi si aggiungono anche le soddisfazioni sportive e il rinnovo di un altro anno del rapporto con il Torino. Ilkhan, da giocatore di evidenti qualità ma apolide, alla ricerca del contesto giusto in cui esprimersi, sembra avere finalmente trovato la sua casa in granata. Il suo rendimento ha convinto la società a esercitare la clausola per prolungare di altri dodici mesi la permanenza, ponendo le basi, probabilmente, anche per un discorso più duraturo. Intanto, Ilkhan si gode il miglior regalo di compleanno possibile. Sono 22 le candeline che il turco spegne oggi, in quello che si può considerare il primo compleanno da giocatore del Torino in pianta stabile. Da punto interrogativo a una delle certezze su cui costruire la rosa della prossima stagione.

Ilkhan, la prima stagione da vero granata

Aveva già raggiunto la maggiore età, i 18 anni, Emirhan Ilkhan quando firmò, nell’agosto del 2022, con il Torino, dopo aver già bruciato le tappe con il Besiktas. I 5 milioni depositati dai granata nelle casse del club di Istanbul non erano uno scherzo: il Toro volle investire sulle sue potenzialità, che però richiesero più tempo del previsto per emergere. Al primo compleanno da giocatore di proprietà del Torino poteva contare all’attivo solamente 4 presenze in granata, ma 8 con la maglia della Sampdoria, dove era finito in prestito a gennaio. Il ritorno a Istanbul, sponda Basaksehir, lo aveva poi condotto a festeggiare, il 1° giugno 2024, i 20 anni, all’inizio di un’estate in cui si sarebbe allenato agli ordini di Paolo Vanoli. A settembre, con il mercato ancora aperto in Turchia, il suo destino sembrava ancora altrove. Poi il grave infortunio complicò i piani di tutte le parti in causa.

Una volta ristabilitosi, la rincorsa verso la celebrazione dei suoi 22 anni gli ha regalato eccome delle soddisfazioni. Un po’ a sorpresa, Baroni lo getta nella mischia nel secondo tempo della partita agostana di Coppa Italia contro il Modena, ben impressionando. Si guadagna meritatamente la maglia da titolare all’esordio in campionato a San Siro contro l’Inter: una delle poche note positive di una notte da cinque reti subite. Nonostante le buone avvisaglie, Baroni gli preferisce Asllani e, praticamente fino alla partenza dell’albanese proprio verso l’ex squadra di Ilkhan, il Besiktas, non vede più il campo. Per 13 partite consecutive non gli viene concesso nemmeno un minuto, ma poi, quando gioca, acuisce il bisogno di spiegazioni per le sue innumerevoli assenze. Tra dicembre e febbraio conquista spazio e nel suo nome si racchiudono probabilmente il momento più alto e quello più basso del ciclo Baroni. È suo, infatti, il gol, il primo in maglia granata, che vale il pass per i quarti di Coppa Italia nella notte dell’Olimpico.

“Un lieto fine”, avrebbe scritto sotto la foto che immortalava la sua esultanza. Ma così non fu di certo per il suo allenatore, che sarebbe stato esonerato dopo la partita di Genova, nella quale Ilkhan si fece espellere ingenuamente. Due partite fuori, una per squalifica e l’altra per scelta tecnica, prima di bagnare il suo esordio sotto la gestione D’Aversa con il primo e finora unico gol in campionato nel poker rifilato al Parma. Ma, paradossalmente, quella rete non gli vale ancora la titolarità, in un continuo ballottaggio con Prati e Casadei, prima di togliersi la soddisfazione di un assist al Cholito Simeone per dare il via alla rimonta contro l’Inter. Le ultime due della stagione, contro Cagliari e Juventus, le gioca partendo nell’undici iniziale e il turco, in vista del prossimo anno, punta a fare in modo che ciò diventi una costante. Per ora, i suoi gettoni si conformano ai suoi anni di età: 22 presenze e 22 anni compiuti oggi. Il miglior augurio è quello di ritrovarsi, dopo un altro anno vissuto intensamente, con il dato statistico ancora in crescita.