Italia, perché Mancini non fa giocare Mandragora?
Una sconfitta ci ha fatto tornare indietro di qualche mese, a quella disperazione dopo la terza assenza consecutiva da un Mondiale. Una vittoria sonora non ci ha fatti tornare a quell'inconsapevole, per un secondo, Donnarumma di cinque anni fa. Ma ci ha quantomeno ricordato che si può vedere un certo tipo di gioco anche in Nazionale. E la cosa, soprattutto, che fa ben sperare, è che sembra che Mancini voglia seguire, almeno un pochino, qualcuno degli insegnamenti lasciati in quel piccolissimo frangente da Baldini. E allora ecco l'esordio di Kayode, quello di Romano e lo spazio lasciato a Doumbia. Senza, però, rinunciare a degli intoccabili. Un dualismo che si vede molto presente soprattutto nel centrocampo dell'Italia.
Italia, che centrocampo per Mancini?
Nel 4-3-3 strutturato da Roberto Mancini, sembra che ci sia posto per tutti a centrocampo. Non nel senso che tutti debbano giocare - altrimenti non saremmo qui a domandarci perché Mandragora non scende in campo - ma nel senso che deve essere ampia la varietà di caratteristiche nei tre giocatori del settore centrale. Al centro un elemento con compiti di regia, contenimento e supporto parziale alla fase offensiva. Ai suoi fianchi, due elementi differenti tra loro: un primo, incaricato di smistare palloni, fare da interdizione, creare sostanza ed essere motore di opportunità per l'intero gioco azzurro; un secondo più di supporto alla fase offensiva, in molte occasioni una mezz'ala di inserimento.Le gerarchie nel centrocampo azzurro
La parte divertente è che un giocatore come Sandro Tonali sembra in grado di interpretare qualsiasi di queste richieste. Non a caso, è tra gli intoccabili. Lo è anche Barella, rimasto a Coverciano, però, nella trasferta turca a recuperare un affaticamento. E allora ecco che, nel ruolo di elemento di smistamento, si sono aperte le possibilità contro la Turchia: spazio a Nicolò Fagioli, che ne ha preso il posto. Con Tonali scalato a regista, a differenza della gara contro il Belgio in cui quel ruolo è stato ricoperto dal giovanissimo Romano, ha avuto spazio anche Frattesi, che con i suoi nove gol in maglia azzurra è la perfetta rappresentazione della mezz'ala di inserimento, in grado di essere sempre nel posto giusto al momento giusto in fase di rifinitura. E Mandragora?Perché Mancini non dà spazio a Mandragora?
Il centrocampista granata è un giocatore particolare da inserire: troppo offensivo per essere un regista, troppo difensivo per essere un incursore. Rolando Mandragora è un "tuttocampista". "Perfetto", direte voi. Se non fosse che quel ruolo è occupato da Sandro Tonali. E il centrocampista del Tottenham è davvero un elemento irrinunciabile. Ecco spiegato perché Roberto Mancini non può concedere molto spazio a Mandragora. Con quattro partite nell'arco di dieci giorni, però, tutti avranno bisogno di rifiatare. E soprattutto, Mancini ha già dimostrato in due partite di non avere paura di spostare i giocatori e di renderli responsabili di compiti anche diversi da quelli ai quali sono più avvezzi. L'impressione è che, alla fine, anche Rolando Mandragora potrà avere il suo secondo esordio in maglia azzurra. In fondo, attende solo dal 1° luglio 2018...© RIPRODUZIONE RISERVATA