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Il Tema

Juric, primo cambio di modulo dal 1′. E prima sconfitta al Toro contro Sarri

Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Il confronto tra i due tecnici: per la prima volta sulla panchina della Lazio Sarri sconfigge Juric. Era il quinto tentativo

Il grande esperimento delle due punte non è stato particolarmente brillante. A sorpresa, rispetto a quanto affermato con vigore nelle scorse settimane, Ivan Juric ha schierato dal primo minuto Zapata con Sanabria e alle loro spalle il solo Vlasic, unico trequartista. Dal punto di vista della manovra offensiva non si sono visti miglioramenti. Il Torino continua a fare fatica a creare palle gol e questo è il trend più preoccupante del primo segmento di stagione. Se si tolgono i gol da calcio piazzato, ne restano pochi da contare nel campionato dei granata, segno che il problema è più profondo del semplice concetto delle due punte o dei due trequartisti. C'è da dire che i movimenti di Zapata e Sanabria non sono stati malvagi e i due si sono alternati più volte. Questa coppia è una delle possibilità che dà la rosa attuale ed è giusto che questa strada venga tentata senza per forza esprimere bocciature dopo una singola partita. A Roma l'esperimento è finito dopo la rete di Vecino, quando Juric è tornato al 3-4-2-1 con l'inserimento di Radonjic per uno stanco Zapata. Nonostante tutto, il tecnico croato ha provato a guardare l'esperimento da un punto di vista positivo. "Mi è piaciuto Tonny più da secondo attaccante che da primo. Penso si possa fare di nuovo. Per il resto, la coppia Duvan-Tonny non mi è dispiaciuta" ha sottolineato (LEGGI QUI).

Bene nel primo tempo, molto male nell'ultima mezz'ora: l'analisi del Torino

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Per un'ora di gara la Lazio di Maurizio Sarri ha trovato le stesse difficoltà delle ultime due stagioni contro il Torino di Juric. Il possesso palla biancoceleste è stato lento e prevedibile e il Torino ha avuto buon gioco. I granata hanno imbrigliato la squadra avversaria, come spesso è capitato in passato. Per un'ora si sono dimostrati rognosi ma poco pericolosi e su quest'aspetto bisogna iniziare a fare ragionamenti più profondi. Dopo il gol di Vecino e soprattutto dopo il raddoppio di Zaccagni, la strada è divenuta in discesa per la Lazio che si è sbloccata mentalmente ed è tornata a proporre sprazzi del bel calcio della stagione 2022/2023. Al Torino è mancata la reazione, soprattutto dopo il 2 a 0. Ne è venuto fuori complessivamente un secondo tempo (o se preferite un'ultima mezz'ora) alquanto deficitario dei granata che sono stati nettamente dominati dalla Lazio. E così Sarri al quinto tentativo sulla panchina della Lazio si è imposto sui granata.

Bellanova in campo da ammonito, viene coinvolto in due reti

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A Juric va dato merito di aver gestito bene l'infortunio muscolare di Buongiorno (LEGGI QUI). Il tecnico croato è stato molto saggio a mantenere braccetto di destra Schuurs e a posizionare Sazonov al centro del terzetto. In questo modo ha cambiato soltanto una pedina della sua difesa, anziché due dopo l’uscita di Buongiorno. Ha cercato di destabilizzare il meno possibile il reparto, sebbene anche Schuurs potesse fare il perno centrale. Nello stesso tempo, però, una critica che potrebbe essere mossa a Juric riguarda la gestione della corsia di destra dove Bellanova è stato tenuto in campo con un cartellino giallo da gestire per troppi minuti e non a caso i due gol si sono sviluppati proprio dalle parti dell'ex Inter. Soppy forse avrebbe potuto entrare prima, mentre gli sono stati concessi soltanto 10 minuti più recupero. L'altro ammonito eccellente della prima parte della partita (Tameze) è stato tolto al 60' e quindi ha giocato appena un quarto d'ora con il giallo. Insomma, anche Juric poteva leggere meglio la partita e poteva quindi dare un altro brio al suo Torino nella ripresa.


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