La metamorfosi del Torino: la forza dei 5 cambi e la svolta nella ripresa
Non è un caso e nemmeno una coincidenza passeggera: sta diventando un vero e proprio marchio di fabbrica. Il Torino di Ignazio Abate ha scoperto la sua identità più feroce e credibile nella seconda metà delle partite, trasformando il rientro dagli spogliatoi nel momento esatto in cui azzannare gli avversari. Le sfide contro Fiorentina, Bologna e Udinese hanno mostrato lo stesso identico copione, evidenziando una squadra capace di cambiare passo, alzare il baricentro e ribaltare l'inerzia del match proprio quando le forze del''avversario iniziano a calare e le idee ad offuscarsi.
L'arte del secondo tempo: come Abate sta cambiando il Torino
Il segreto di questo Toro così garibaldino nel secondo tempo non risiede soltanto in una crescita di natura atletica o in una scossa caratteriale impartita negli spogliatoi. L'elemento chiave risiede nella straordinaria elasticità tattica a cui Abate sta abituando la sua rosa. I granata hanno dimostrato di saper passare senza affanni dal 3-5-1-1 di partenza a una linea difensiva a quattro, oppure di variare dal 4-4-2 all'assetto a tre dietro a seconda delle esigenze dinamiche del match. Questa capacità di adattare le posizioni sul rettangolo di gioco permette durante i 90' di trovare nuove linee di passaggio e di aggredire la trequarti avversaria con una densità opprimente, togliendo ogni punto di riferimento ai difensori rivali.
Torino camaleonte: la rivoluzione parte dalla panchina
Il secondo pilastro di questa metamorfosi della formazione granata è la gestione strategica delle cinque sostituzioni. Nella filosofia di mister Abate non esistono riserve nel senso tradizionale del termine: chi parte fuori rappresenta una riserva di energia, freschezza e qualità destinata a spaccare la contesa nei trenta minuti finali. I fatti gli danno pienamente ragione. A Firenze l'ingresso di Daniel Bragança ha innescato l'azione rifinita da Belghali per la stoccata di Che Adams. A Bologna le giocate di Oristanio e Ilkhan hanno ridato linfa al centrocampo, spianando la strada al pareggio di Sandro Kulenovic. Contro l'Udinese, infine, la scossa decisiva è arrivata da Nikola Vlasic e ancora da Kulenovic, autore del suo secondo gol consecutivo da subentrato. Poter contare su una rosa così eclettica e su un gruppo dove tutti si sentono protagonisti è una risorsa molto preziosa in un campionato ancora molto lungo e così equilibrato. Ora però per il Toro si tratta di continuare la strada e cercare di compiere ancora un altro salto di qualità. In vista della trasferta di Parma, l'obiettivo fissato da Abate è quello di imporre l'intensità vista nella ripresa contro l'Udinese fin dal fischio d'inizio, senza attendere l'intervallo per alzare la voce.
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