La Norvegia soffre, ma vince: Pedersen gioca 83 minuti
È una Norvegia cinica quella che fa suo il sedicesimo di finale contro la Costa d'Avorio. Nusa apre le danze con un gol di grandissima fattura, un destro a giro che bacia l'angolo alto opposto. Ad un quarto d'ora dal temine Diallo con una serpentina fa sperare gli Elefanti, ma proprio nel finale Halaand punisce con il più facile dei gol. Nei minuti di recupero Kessiè fa volare Nyland. Finisce 2-1, la Norvegia torna a disputare un ottavo di finale da Francia 98.
La prestazione di Pedersen: soffre Diomandè, ma tiene la baracca
Non è stata una gara facile per Marcus Pedersen. Il granata parte titolare a causa del problema fisico che sta tallonando Ryerson. Il cliente non è comodo, anzi: è Diomandè, esterni d'attacco pimpante del RB Lipsia e ora obiettivo di mercato del Liverpool e del PSG.
L'ivoriano di certo non guarda in faccia nessuno. Punta costantemente Pedersen nell'uno contro uno, il passo è nettamente diverso. Il norvegese soffre, ma riesce a tenersi in piedi grazie anche al costante aiuto dei compagni. Va detto che effettivamente solo una volta è stato saltato in dribbling.
L'aspetto negativo della partita arriva sul gol della Costa d'Avorio. Diallo è scatenato e ribadisce in rete. Sulla traiettoria c'è lui, ma non riesce a intervenire. Nel finale arranca, Solbaken se ne accorge e lo sostituisce con Aursnes.
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