La scelta dell'allenatore si fa attendere: Cairo non lasci scadere la clessidra
"Stiamo ragionando con Petrachi per vedere qual è la scelta giusta per il prossimo anno... decideremo nel giro di questa settimana, vogliamo fare le cose in tempi veloci". Con queste parole rilasciate a Sportitalia, Urbano Cairo ha fatto il punto sul tema allenatore. Tradotto: il Toro prende tempo. D’Aversa ha convinto sotto l’aspetto della concretezza, della gestione e della capacità di rimettere in piedi una squadra che sembrava allo sbando, ma non abbastanza da diventare automaticamente il volto del nuovo ciclo granata. La salvezza è stata raggiunta senza particolari affanni e il tecnico ha fatto ciò che gli era stato chiesto, forse anche qualcosa in più. Ma la sensazione è che società e dirigenza stiano cercando altro.
Il Toro aspetta e il valzer delle panchine è già iniziato
I nomi che piacciono di più alla coppia Cairo-Petrachi restano quelli di Alberto Aquilani e Ignazio Abate, due profili giovani che hanno fatto molto bene in Serie B con Catanzaro e Juve Stabia e che rappresenterebbero una scelta più orientata verso un’idea di rinnovamento. Aspettare e riflettere è legittimo, ma anche facilmente criticabile. Il Torino arriva da un’altra stagione deludente, piatta, senza identità e senza emozioni vere: per questo le idee dovevano essere chiare già da tempo così come il nome dell’allenatore del futuro. Intanto il valzer delle panchine è già partito e profili spesso in orbita granata come Sarri, Italiano, Gattuso e Grosso sembrano ormai ben indirizzati verso altre destinazioni, mentre il Toro resta fermo ad osservare. Se l’obiettivo è davvero quello di programmare con lucidità e costruire finalmente qualcosa di sensato, allora il gioco può valere la candela. Ma il filo è sottilissimo: tra prendersi il tempo necessario e perdere tempo il passo è breve. E in casa Toro non sarebbe certo la prima volta che le decisioni arrivano quando la clessidra è ormai quasi vuota.© RIPRODUZIONE RISERVATA