Le pagelle del Toro 2025/26, Cairo 5: esonera tecnico e DS ma ora è pronto a vendere
Terminata la stagione, su Toro News torna l'appuntamento con i pagelloni di fine anno: a ogni giocatore assegneremo un voto che riassuma la stagione 2025/2026. Buona lettura!
Un altro campionato del Toro se n'è andato e - dopo tanta paura per una possibile retrocessione - è stata raggiunta la salvezza con un buon margine d'anticipo. Alla resa dei conti la stagione dei granata è però di nuovo caratterizzata da un costante anonimato che prosegue da parecchi anni ed è una delle principali recriminazioni che i tifosi fanno al presidente Urbano Cairo. Mai come quest'anno però il patron ha aperto le porte a un possibile passaggio di mano della società e si attende quindi di conoscere cosa riserverà il futuro in merito all'ipotetica vendita del Torino FC.
Il pentimento per le scelte estive e la "rivoluzione invernale"
Il campionato di Serie A 2025/26 per Cairo non è stato semplice. La scorsa estate aveva deciso di continuare a lavorare con Davide Vagnati, al quale ha fatto condurre una sessione di mercato in cui sono arrivati e partiti molti giocatori. Quella della scorsa estate era però una campagna trasferimenti in cui il Torino puntava ad allestire un organico per il 4-2-3-1 del nuovo allenatore Baroni ma poi dopo poche settimane di stagione si è subito tornati indietro al 3-5-2 visto in precedenza anche con altri allenatori come Juric e Vanoli. Nonostante questo ritorno al modulo noto, i risultati hanno faticato ad arrivare e a dicembre c'è stato l'esonero proprio del direttore Vagnati. E così Cairo ha scelto di tornare a lavorare con Gianluca Petrachi, figura di esperienza che conosce molto bene e che fa il suo ritorno quindi in granata come DS. Per due terzi della stagione, il Toro ha faticato parecchio e nei mesi invernali le ultime tre posizioni della classifica si sono avvicinate molto. Il fondo è stato toccato a fine febbraio con la sconfitta per 3-0 contro il Genoa quando il patron decide di completare la sua "rivoluzione" esonerando Baroni e puntando su D'Aversa. Nel giro di due mesi e mezzo il Torino si trova così con un DS e un allenatore nuovi.Le contestazioni vanno avanti e Cairo ammette: "Sono pronto a cedere il club"
Il rapporto tra Cairo e gran parte della tifoseria è ormai da tempo notoriamente incrinato. Anche la sua assenza il 4 maggio al ricordo del Grande Torino è stato un momento che ha sottolineato questo problema con la piazza, considerando che negli anni scorsi - fino al 2024 - aveva sempre presenziato. Tanti sostenitori granata contestano molto il numero uno del club e dal mese di febbraio parte una nuova forma di protesta. Tantissima gente sceglie infatti di disertare lo stadio Olimpico Grande Torino per tutte le partite in casa da quel momento fino al termine del campionato (ad eccezione del derby contro la Juventus del 38° e ultimo turno). Questo è stato un nuovo evento che ha fatto grande notizia in queste contestazioni dei tifosi verso Cairo che vanno avanti da moltissimi mesi e anche lo stesso patron se ne è accorto ammettendo a più riprese di essere dispiaciuto per queste scelte dei tifosi. Dopo quasi 21 anni di presidenza, ha però anche ammesso a più riprese di essere ormai pronto a vendere il Torino nel caso in cui arrivasse un'offerta adeguata da chi può offrire le giuste garanzie.Il voto: sufficienza lontana, questa presidenza è difficile da far proseguire
In conclusione, il voto che la nostra redazione si sente di assegnare alla stagione di Urbano Cairo è un 5 perché pesano tantissimo le scelte errate di Baroni e Vagnati, compiute la scorsa estate. Il patron del Toro ha però saputo fare delle decisioni corrette in inverno quando ha richiamato Petrachi (che ha subito portato a termine un buon mercato invernale), ha esonerato Baroni (seppur in modo troppo posticipato) e ha chiamato D'Aversa, che ha salvato la squadra con un grandissimo lavoro sia tattico che sulla testa dei giocatori. La sufficienza per questa Serie A 2025/26 rimane quindi lontana soprattutto per quelle che sono le aspettative dei tifosi che sognano almeno una lotta per le coppe europee, mai neanche accennata in questi ultimi dodici mesi. Rimane da capire quindi quale futuro prenderà questa dirigenza che ad oggi pare ancora difficile da far proseguire con serenità in queste condizioni in cui versa tutto l'ambiente Toro.© RIPRODUZIONE RISERVATA