Le tre sentenze di Pisa-Torino: basta un guizzo, spettacolo rimandato
In Toscana il Torino gioca una partita fiacca e noiosa, ma il risultato consente comunque ai tifosi di vivere una Pasqua più serena, o quantomeno con un pensiero in meno. La vittoria per 0-1 contro il Pisa regala ai granata un po’ di respiro, almeno per ora .La salvezza è ormai vicina: manca poco e proprio per questo è assolutamente vietato mollare la presa. La vittoria c'è, la prestazione un po' meno: vediamo le tre sentenze che ci vengono insegnate da Pisa-Torino.
1. Punti importanti: il Toro deve vincere e lo fa
Il primo, e più immediato, riguarda la classifica. Nella trentunesima giornata il Torino è stato, ancora una volta, padrone del proprio destino. Doveva vincere contro il Pisa ultimo in classifica e l'ha fatto. E il destino ha aiutato la squadra: nella stessa giornata sono cadute Cagliari, Cremonese e Genoa, tutte coinvolte nella lotta salvezza. La combinazione di questi risultati permette ai granata di fare un piccolo ma significativo salto in avanti, dal quattordicesimo al dodicesimo posto
Il secondo riguarda il tipo di partita. Il Torino ha portato a casa punti contro una squadra chiusa, che concede poco e sporca il gioco. È una situazione in cui i granata hanno spesso faticato: così come soffrono le squadre aggressive, che li pressano e li mettono in difficoltà, soffrono anche quelle che si chiudono a riccio. Questa volta è bastato un episodio, un guizzo e anche un pizzico di fortuna. Ma nel calcio a volte basta segnare un gol in più degli altri: 0-1 e tre punti in tasca.
2. Gestione corretta dei cambi
La seconda sentenza riguarda le scelte dalla panchina. Il lavoro di D’Aversa si intravede proprio qui: cambi azzeccati nei momenti giusti che hanno acceso una gara piatta e aiutato a sbloccare il risultato. L’undici iniziale aveva lasciato qualche perplessità, soprattutto per l’esclusione di Adams, scelta però programmata per sfruttarlo a partita in corso. Kulenovic parte titolare, ma sono gli ingressi a cambiare ritmo: Casadei e Anjorin danno energia a un centrocampo in difficoltà, mentre nel finale Tameze e Lazaro aiutano a chiudere gli spazi e a portare a casa il risultato. Arrivato da poco, D’Aversa sembra già avere un’idea chiara della squadra e di come sfruttare le rotazioni. A volte potrà sbagliare, ma in questa occasione ha letto bene la partita. Ad aprile, un'identità di squadra si sta finalmente formando.
3. Il Toro gioca male contro gli ultimi in classifica
Fin qui abbiamo visto gli aspetti positivi. Ma è importante non farsi ingannare dal risultato. Perché è giusto tessere le lodi dopo una vittoria, ma bisogna ricordare che il Pisa è ultimo in classifica e che la salvezza (ancora non raggiunta) è il minimo sindacale. In una squadra che nell'ultimo anno ha fatto fatica e disastri è importante gioire ed esultare per ogni vittoria, anche se brutta. La partita è stata spenta, povera di ritmo e di idee. Il Torino non ha imposto il proprio gioco, ma nemmeno ha davvero sofferto: una gara bloccata, con pochi spunti e poche emozioni. Gli highlights raccontano bene il copione: poco calcio e tanta fatica. Va bene il risultato, va bene la classifica che migliora. Ma per chiudere davvero il discorso salvezza - e soprattutto per costruire qualcosa di più solido - serve altro. Più qualità, più personalità. Più continuità. Un passo alla volta, senza illusioni: la strada è quella giusta, ma il percorso è lungo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA