Toro News Toro Mandragora, la legge del mancino: qualità e leadership al servizio di Abate

Mandragora, la legge del mancino: qualità e leadership al servizio di Abate

Eugenio Gammarino
Oltre i gol dalla distanza, l'impatto devastante del centrocampista nel cuore e nella tattica del Torino di Abate

C’è un dato, riportato oggi dalla Gazzetta dello Sport, che fotografa meglio di qualsiasi aggettivo una delle principali qualità di Rolando Mandragora: dal suo primo gol in Serie A nella stagione 2017-18, il centrocampista ha realizzato ben 11 reti da fuori area. Tra i colleghi di reparto attualmente presenti nel nostro torneo, soltanto due specialisti del calibro di Hakan Calhanoglu (22) e Piotr Zielinski (15) vantano un bottino migliore dalla distanza. Non sorprende, allora, che Mandragora abbia scelto proprio una delle specialità della casa per lasciare subito il segno al suo ritorno in granata: contro la Fiorentina il suo sinistro da fuori area ha rimesso in piedi una partita che il Toro avrebbe poi ribaltato. Un'arma che il classe '97 ha riportato con sé a Torino e che può diventare una risorsa preziosa per la squadra di Abate

Torino, Mandragora non è solo gol: i numeri della partita di Firenze

Sul prato dell’Artemio Franchi, contro la sua ex squadra, Mandragora non si è però limitato al gol del momentaneo 1-1. Una perla balistica seguita dal gesto d'intesa con la Curva Fiesole e da una prestazione di spessore assoluto: 90 minuti in campo, 81 passaggi tentati con una precisione del 92,5% (75 riusciti), 2 conclusioni a rete e ben 3 spazzate difensive a blindare la mediana. Numeri che raccontano il peso avuto dal classe '97 nel centrocampo granata fin dalla sua prima partita dopo il ritorno.

Torino, Mandragora si è subito preso le chiavi del centrocampo

Tuttavia, ridurre l'esperienza granata di Mandragora a una mera questione di balistica e statistiche sarebbe un errore di valutazione. Nei pochi giorni trascorsi dal suo ritorno a Torino, il mediano campano non ha portato in dote soltanto soluzioni offensive, ma una presenza tattica e mentale di cui la squadra aveva un disperato bisogno. In un ambiente storicamente esigente e voglioso di riscatto come quello granata, il numero 8 ha impiegato pochissimo tempo per prendersi le chiavi del centrocampo, trasformandosi in un punto di riferimento fondamentale nello scacchiere tattico di Ignazio Abate. Non a caso, al termine della gara vinta in rimonta per 2-1, il tecnico Ignazio Abate ne ha sottolineato l'importanza cruciale, evidenziando come l'innesto di Mandragora porti più qualità e carisma all'intero gruppo: "E' un ragazzo che copre campo. E' un leader, che riesce a dirigere e ha una grandissima lettura. Siamo una squadra che ha anche abbastanza giovani e quindi in alcuni ruoli avevamo bisogno di mettere un po' di peso specifico e lui sicuramente ce lo da".

Caricamento correlate...

Torino, Rolando Mandragora è il nuovo pilastro del centrocampo di Abate

La sua è una leadership silenziosa ma carismatica, fatta di km percorsi, letture preventive, recuperi palla e una costante capacità di dettare i tempi di gioco sia in fase di possesso che di non possesso. Capace di fare da schermo davanti alla difesa e, al contempo, di accompagnare l'azione offensiva per sfruttare le sue doti di inserimento, l'ex Fiorentina e Genoa incarna perfettamente lo spirito granata: tanta qualità e grinta al servizio del gruppo. Per il Torino, Rolando Mandragora si è rivelato un pilastro imprescindibile fin dal suo debutto: grazie alla sua incredibile dote balistica ha permesso alla squadra di riprendere un match in salita e conquistare i primi tre punti di questa Serie A.

Caricamento raccomandazioni...