Petrachi: "C'era tanta confusione. D'Aversa? Per il futuro valutiamo"
Il ritorno di Petrachi al Torino è coinciso con una fase delicata, con Baroni in panchina alla guida di un contesto fragile, poco compatto e che sembrava trascinare il campionato senza una rotta chiara. Lo ha detto Petrachi stesso, senza filtri, all'evento "Inside the Sport" presso il Centro Tecnico FIGC di Coverciano: “Sicuramente non è stato semplicissimo, al mio arrivo c'era abbastanza confusione e non è che sia finita totalmente, c'è ancora. Comunque siamo riusciti a raddrizzare la stagione, stava diventando complicata ed essersi salvati a 5 giornate dal termine del campionato è un successo per quello che si era trovato quando si è arrivati.”
Il punto è proprio questo: la salvezza non è un traguardo da celebrare, ma un obiettivo minimo raggiunto in tempo utile per evitare che la stagione diventasse un disastro. Un risultato che salva il presente, ma non chiarisce automaticamente il futuro.
La scossa D’Aversa dopo il crollo con il Genoa
La vera sterzata è arrivata dopo la sconfitta umiliante di Marassi che ha portato all'esonero di Baroni. Da lì la scelta di D’Aversa ha dato una scossa immediata: la squadra ha mostrato più intensità, più lucidità e soprattutto una risposta mentale che prima mancava. Anche dentro un calendario complicato, il Torino ha trovato punti e segnali: sconfitte con Milan e Napoli, ma con prestazioni più solide, poi vittorie pesanti come quella contro la Lazio all’esordio del tecnico e i successi con Parma, Pisa e Verona e il pareggio con la Cremonese. Petrachi lo ha riconosciuto apertamente: “Va ringraziato per quello che sta facendo e per quello che ha fatto. È stata una scelta azzeccatissima in un momento particolare, se si è arrivati alla salvezza in questo momento lo si deve all'allenatore che è riuscito a entrare dentro la testa dei giocatori”. La mano dell’allenatore è evidente e sarebbe ingiusto non sottolinearlo: il Torino ha ritrovato una base, un’identità più chiara, e soprattutto una spinta emotiva che sembrava persa. Ma la domanda resta inevitabile: basta questo per costruire qualcosa di più di una semplice stagione di sopravvivenza?
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