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Potenziale alto, classifica bassa: i dati danno ragione a D'Aversa?

Andrea Novello
Il tecnico granata ha più volte espresso le capacità della sua squadra: l'analisi secondo xG e xPts

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"Il valore del Toro non merita questa classifica, ma la classifica va vista. Il potenziale della squadra non la rispecchia". Queste furono le prime parole di D'Aversa nel giorno della presentazione del suo arrivo a Torino per sostituire Marco Baroni. Un leitmotiv che il tecnico ha puntualmente ribadito anche gara dopo gara, a partire dall'esordio vincente contro la Lazio. Dopo la sconfitta di San Siro D'Aversa è ritornato nuovamente sul concetto, questa volta con un tono più pungente nei confronti del suo predecessore, dicendo che avrebbe voluto conoscere il potenziale della squadra se avesse cominciato lui la stagione sulla panchina granata. Ma se analizziamo i dati, sarà davvero così alto il potenziale del Toro oppure è solo una percezione: in che posizione dovrebbe trovarsi secondo xPts ed xG?

Un Toro quasi salvo e verso la parte sinistra della classifica

Le statistiche raccontano un Torino diverso rispetto alla classifica attuale. Guardando agli expected points, i granata dovrebbero essere all’undicesimo posto con una media di 37,55 punti: quasi cinque in più rispetto a oggi e tre posizioni guadagnate. Un dato che descriverebbe una squadra di fatto già vicina alla salvezza e a ridosso della parte sinistra della classifica. Un aspetto che dà forza anche alle parole di Roberto D'Aversa. Tuttavia, il quadro diventa ancora più interessante analizzando i numeri su gol fatti e subiti. Attualmente il Toro ha una differenza reti pesante: -19, frutto di 34 gol segnati e 53 incassati. Secondo i dati attesi, però, il gap si ridurrebbe sensibilmente: i gol fatti salirebbero a circa 40 (+6), mentre quelli subiti scenderebbero intorno a 47 (-6). La differenza reti sarebbe quindi di -7, molto più in linea con le ultime stagioni. Anche senza considerare i rigori, i numeri restano indicativi: 35,24 xG prodotti (uno in più rispetto ai gol reali) e 44,16 concessi, quasi nove in meno rispetto a quelli effettivamente subiti. Dunque le parole di D'Aversa, anche alla luce dei numeri, non sono poi così inverosimili. Il Torino avrebbe avuto il potenziale per disputare un campionato diverso rispetto ai risultati ottenuti. Dall’arrivo del tecnico, in effetti, i granata hanno mantenuto una media più in linea con le aspettative di inizio stagione, con 9 gol segnati e 6 subiti. Di fatto ha migliorato una situazione che fino a quel momento non rispecchiava il valore della squadra. Nel complesso, però, quel famoso “potenziale” non si è tradotto in risultati e ora i granata devono concretizzarlo nel finale di stagione, con la salvezza ancora in bilico.