Quando Juric vede granata diventa un demone: il Toro può prendersi la rivincita
Il Toro ritrova Ivan Juric e i ricordi non sono certo dei più dolci. L’ultimo incrocio, in Coppa Italia, ha visto il croato uscire vincitore per 1-0 proprio contro la sua ex squadra, aggiungendo un altro capitolo a una storia fatta di tensioni, ambizioni e rapporti mai del tutto ricuciti. Per Juric, tornare a sfidare il Toro significa affrontare una realtà che conosce profondamente, avendola guidata per tre stagioni. Per i granata, invece, quella sconfitta rappresenta una ferita ancora fresca e un motivo in più per cercare una risposta sul campo.
I precedenti contro Juric
I precedenti raccontano una sfida tutt’altro che a senso unico. Prima dell’ultimo confronto in Coppa Italia, il bilancio di Ivan Juric contro il Torino era di nove partite: tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Con il successo ottenuto nell’ultimo incrocio, il conto sale a dieci sfide, con quattro vittorie per le squadre allenate dal tecnico croato, quattro pareggi e due successi granata. Numeri che sorridono dunque all’ex allenatore del Toro, capace di mettere in difficoltà la sua vecchia squadra anche dopo la fine dell’esperienza sotto la Mole. Il primo incrocio da avversario risale al 2016, quando Juric guidava il Genoa e perse 1-0 contro i granata. Oggi, invece, il croato è riuscito a prendersi la rivincita, confermando quanto possa essere complicato affrontare le sue squadre.
Al Toro servirà...
Adesso, però, c’è una nuova partita e il passato non può diventare un alibi. Il Toro venerdì sera ha l’occasione di riscattarsi, ma dovrà mostrare qualcosa in più rispetto all’ultimo confronto, evitando di lasciare spazio a un avversario che conosce bene pregi e difetti della squadra. Ma soprattutto ha l'occasione di dare continuità alle vittorie contro Udinese e Parma. Juric, invece, reduce dal 4-0 inflitto al Cagliari, sa dove colpire e il precedente lo dimostra. Ai granata serviranno personalità, intensità e concretezza per impedire all’ex di prendersi ancora la scena. Perché perdere contro un avversario qualsiasi fa male, ma concedere a chi conosce così bene l’ambiente di festeggiare ancora è tutta un’altra storia.© RIPRODUZIONE RISERVATA