Quel che deve succedere perchè il Filadelfia torni davvero "Il Fila"
Orgogliosi di ritornare al Filadelfia, fieri del lavoro svolto in tutti questi anni dalla Fondazione e dai suoi collaboratori, che hanno restituito al Torino la sua casa e rimarginato una ferita aperta nel cuore del tessuto cittadino. Questi sono i sentimenti, il giorno in cui di fatto il Toro torna a casa. Il ritorno del Filadelfia è una grande notizia per il popolo granata, che non ha mai smesso di credere nel sogno anche quando sembrava impossibile potesse realizzarsi, ma anche per tutta la città e tutto lo sport italiano. Un impianto sportivo nuovo e funzionale alle esigenze di una squadra di Serie A, che in più si porta dietro una storia fatta di valori sportivi e morali unici. Qui si allenerà il Torino, presumibilmente a partire dal prossimo settembre.
E' giusto, però, non fermarsi qui. Perchè il Filadelfia torni davvero a rappresentare quello che era una volta, ossia il centro gravitazionale del mondo granata, punto di contatto e di simbiosi tra squadra e città, ci vuole ancora qualcosa. Quel qualcosa è realizzabile soprattutto dal Torino di Urbano Cairo; che si ritrova tra le mani un gioiellino a costi irrisori. Ricordiamo, infatti, che il presidente granata - per il tramite della Fondazione Mamma Cairo - ha sborsato circa 1 milione sugli 8 che sono stati necessari perchè oggi si arrivasse all'inaugurazione. E' vero che poi il presidente ha provveduto di persona a sveltire in modo importante un passaggio fondamentale, quello del progetto preliminare, da lui donato personalmente alla Fondazione, che ha dovuto quindi evitare le lungaggini di una procedura a parte. Ma ora è il Torino, col presidente in persona, che è chiamato a far ciò che serve perchè il Filadelfia torni davvero ad essere il Fila.
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Che cosa? Innanzitutto, serve avere il Museo del Grande Torino al Fila, per far sì che davvero il passato si fonda col presente fino a diventare un tutt'uno. Se non si tengono ben presente le proprie radici, non si ha futuro. Il Torino ha una storia ineguagliabile e una quantità di tesori e cimeli di valore difficilmente calcolabile che meritano di trovare collocazione all'interno del Filadelfia. Inoltre, la cosa più importante: i racconti di chi ha vissuto il Fila fanno capire che a distinguere quel posto da tutti gli altri era l'atmosfera che si respirava, il continuo contatto tra pubblico e squadra, che per i giocatori non dovrebbe essere un problema ma uno stimolo. Tanti allenamenti a porte aperte, dunque. Senza questo ingrediente, il Filadelfia non tornerà mai il "Fila". Lo tengano a mente, il presidente Cairo e l'allenatore Mihajlovic: per chi ricopre ruoli importanti, oltre agli onori, ci sono anche gli oneri.
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