Serve tempo, non sentenze: il Toro crede ancora in Pellegri?
Un’altra chance. Pietro Pellegri è pronto a riprovarci dopo l’ennesimo lungo stop, proprio nel momento in cui il Torino si ritrova corto in attacco. Nei giorni scorsi il centravanti è tornato ad allenarsi al Filadelfia, aumentando progressivamente i carichi fino a disputare un’amichevole contro la Primavera. Il prossimo passo può essere la convocazione contro l’Udinese, in calendario lunedì 12 ottobre. Difficile immaginarlo già in campo, ancora meno dall’inizio, ma tornare tra i convocati sarebbe già un primo passo. Il Torino, del resto, ha bisogno di alternative in attacco: la squadra di Ignazio Abate sta facendo fatica a segnare e ha perso anche Ché Adams, l’attaccante più in forma a disposizione. Per Pellegri si può quindi aprire uno spazio, ma senza fretta: prima viene il rientro, poi la possibilità di tornare nelle rotazioni.
Il momento giusto per tornare
La rottura del crociato del ginocchio destro, rimediata all’Empoli, è l’ultimo capitolo di un percorso condizionato dagli infortuni. Il problema al ginocchio sinistro del dicembre 2024 aveva già interrotto un’altra stagione e, negli anni, i diversi stop hanno frenato la crescita di Pellegri. Adesso serve soprattutto respiro: meno pressione, meno giudizi affrettati e la possibilità di ritrovare gradualmente il campo, senza chiedergli subito di risolvere i problemi in attacco. Abate sembra disposto a concedergli questo tempo e, soprattutto, la fiducia necessaria. Il venticinquenne dovrà sentirsi importante per il progetto, senza che questo significhi giocare sempre. Significa invece sapere di avere un ruolo e sentirsi davvero parte del gruppo. Anche Mandragora e Simeone possono accompagnarlo in questa fase, due vecchie conoscenze legate al suo passato al Genoa. Per Pellegri, ora, la sfida è ripartire con ottimismo, senza guardare troppo oltre.© RIPRODUZIONE RISERVATA