Superga, tifoseria divisa sul colle: Cairo nel mirino, ma c'è chi chiede una tregua
Il 4 maggio non è una data come le altre. Per i tifosi del Toro è il giorno del silenzio, del ricordo e della salita a Superga. È il giorno in cui tutto si ferma e resta solo il Grande Torino. Ma anche sul colle di Superga, nel luogo più sacro per il popolo granata, il presente torna a farsi sentire. E lo fa nel modo più netto: dividendo la tifoseria.
La contestazione sul colle
Più di una centinaia di tifosi è già presente sotto la basilica e il clima è tutt’altro che neutro. Striscioni appesi lungo il percorso e prese di posizione che non lasciano spazio a interpretazioni: nel mirino c’è Urbano Cairo. Una parte della tifoseria non si riconosce più nella squadra né nella gestione degli ultimi anni e punta a impedire al presidente di salire sul colle nel giorno della commemorazione. La protesta prende forma proprio mentre continuano ad arrivare altri tifosi, in una mattinata che mescola ricordo e tensione.
Una tifoseria spaccata
La contestazione però non è condivisa da tutti. La protesta divide i presenti: da una parte chi vuole un segnale forte contro la società, dall’altra chi, pur criticando la gestione, chiede rispetto assoluto per la giornata e per il luogo. "Noi pensiamo che questo sia un posto da rispettare e da onorare e non ci sembra che Cairo abbia fatto lo stesso negli ultimi vent'anni" raccontano alcuni tifosi granata già saliti sul colle, dove sono presenti già un centinaio di persone: "In molti hanno pareri contrastanti sul farlo salire a Superga e non vogliono farlo entrare, ma c'è anche chi dice che oggi bisognerebbe evitare il più possibile le tensioni".
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