La prima promessa di Abate: cosa manca per le altre?
Il Filadelfia apre le porte ai tifosi. Una bella notizia per il mondo Torino, un modo per avvicinare la squadra al gruppo squadra e compattare l'ambiente in vista dell'ormai imminente esordio stagionale contro il Milan di Ruben Amorim. Abate affronta il suo passato e lo farà davanti ai propri tifosi. L'apertura ai supporters granata è sempre un momento di vitale importanza, diventa uno strumento utile per testare la qualità dell'aria che si respira non solo tra i tifosi, ma anche all'interno della rosa a disposizione. Forse questa apertura ai tifosi assume un significato ancora più importante se si va a vedere quale era stata la promessa di Abate all'inizio della sua esperienza in granata.
Abate, la prima promessa è mantenuta: Filadelfia aperto
“Il primo giorno che sono stati al Fila ho messo per il 12 l'allenamento a porte aperte. Non pensavo fosse una novità. Io penso che sicuramente un giorno alla settimana sarà sempre aperto. È giusto schermarsi nei giorni vicini alla partita, ma da quel punto di vista ero molto aperto. Era abituato anche a Castellammare a stare attorno ai palazzi ed era affascinante”. Queste sono state alcune delle dichiarazioni del tecnico nella conferenza stampa di presentazione, affiancato dal direttore sportivo Gianluca Petrachi. Abate ha dettato la linea, ma anche avanzato delle idee ben precise. La compattezza dell'ambiente come una delle prime armi del suo Torino. Nemmeno arrivato sulla panchina dei granata e aveva già programmato un allenamento a porte aperte. Poi c'è stata la partenza per il ritiro estivo e le conseguenti amichevoli. Ora il Torino è di nuovo a casa e i granata si alleneranno oggi con le porte aperte al pubblico. Abate, al momento, ha mantenuto la promessa: i tifosi ringraziano.Non solo il Filadelfia: quali sono le altre promesse di Abate
Nella sua conferenza stampa di presentazione il tecnico non aveva parlato soltanto del Filadelfia aperto al pubblico almeno una volta a settimana. È andato più a fondo sull'argomento, toccando anche corde importanti su quello che significa essere al Torino.“È stato semplicissimo accettare il Torino. È una piazza che pesa. Io ho bisogno di sentire l’ambiente. Ho bisogno che i tifosi si rappresentino in questo gruppo squadra. Mi riconosco nel lavoro, la passione, il senso di appartenenza. Lavoreremo per darvi delle soddisfazioni. Si nota sempre il filtro di vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma da fuori il Torino è tanta roba. Noi abbiamo bisogno di ricreare energia, positività. Sono convinto che nelle difficoltà ci riusciremo. Ai tifosi: non sono un ragazzo da slogan. L’impegno che posso prendermi è di vedere una squadra che gioca con passione e orgoglio e farò capire ai ragazzi cosa significa indossare questa maglia”.Ecco l'altra grande promessa di Abate: una squadra che abbia una identità di gioco, ma che soprattutto si nutra di passione e orgoglio. il Torino non è una piazza come le altre, ha una sua identità, una sua storia e delle richieste precise. Il nuovo tecnico vuole vedere tutto questo e si è posto tra promesse quella di far comprendere ai ragazzi che fanno parte della rosa cosa vuol dire indossare i colori granata. Lui nel suo passato da giocatore ha vestito quella casacca. La prima promessa, al momento, è mantenuta e riguarda l'apertura del Filadelfia. Restano quelle del gioco propositivo, della passione e dell'orgoglio. Non sarà facile, ma il tecnico ha grande voglia di inculcare nei giocatori i giusti insegnamenti.
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