Torino, Abate prova i difensori: il tecnico studia l'elemento a cui affidarsi
Saul Coco, Comuzzo, Cömert, Ismajli, poi Biraghi e infine Pellini. Contro il Burnely Ignazio Abate ha dato spazio a tutta la retroguardia granata, in un test utilissimo per capire a che punto è il percorso della squadra dal punto di vista tecnico tattico. Sicuramente si sono viste molte cose positive nell'uscita in terra inglese, altre invece meritano una maggiore cura da parte del nuovo allenatore dei piemontesi. La risposta importante è arrivata proprio dai citati giocatori, che hanno permesso al Torino il clean sheat. Certo, si tratta sempre di amichevoli e i risultati lasciano sempre il tempo che trovano. Resta però la prestazione positiva del collettivo.
Reparto difensivo mobile contro il Burnley
Abate per la sfida contro gli inglesi ha lanciato subito i due acquisti Pietro Comuzzo e Eray Cömert, più Saul Coco. L'italiano si è posizionato a destra, il secondo al centro e l'ultimo a sinistra. Difesa a tre standard insomma, ma con una particolarità. Nel corso della gara tutti e tre i giocatori si sono invertiti. Tutti hanno cambiato la propria posizione almeno una volta. Insomma, tutti e tre sono stati testati in più ruoli e alla fine anche Ismajli ha trovato il suo "spazio" nel corso della sfida, anche se soltanto nel suo ruolo naturale, quello del centrale.
Esperimento interessante da parte di Abate, che sta sfruttando bene questo periodo in attesa della sfida del 15 agosto, quella dell'esordio stagionale in Coppa Italia contro la Carrarese. Il Torino avrà questa tipologia di difesa? Andiamo con ordine, è giusto fare due supposizioni.
Torino, due supposizioni
In estate, durante la preparazione estiva, è giusto sperimentare soprattutto quando si ha il tempo e il risultato non pesa. La sensazione è che Abate abbia voluto provare tutti e tre i giocatori in posizioni diverse. Il perché? Evidentemente l'ex allenatore del Milan Primavera vuole capire a chi affidarsi nel corso della stagione, ma anche capire dove collocare i giocatori del reparto difensivo per farli rendere al meglio delle loro capacità. E perché no, ampliare anche il bagaglio tecnico tattico dei difensori. L'altra considerazione è proprio su una eventuale duttilità dei giocatori. Una squadra con più interpreti camaleontici permette al proprio allenatore di sapere dove e a che cosa affidarsi. E occhio al capitolo "avversari": avere interpreti bravi in più ruolo potrebbe consentire non solo una trasformazione tattica in base all'andamento della gara. Permetterebbe alla difesa stessa di tramutarsi continuamente in una sempre e nuova linea difensiva che possa togliere i riferimenti degli attaccanti.© RIPRODUZIONE RISERVATA